HPV, infezione da Papilloma Virus umano

HPV, infezione da Papilloma Virus umano

Scritto il 22/03/2019
da Francesca Gianfrancesco

Il papilloma virus (PV) è un piccolo virus appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae. I PV sono stati rinvenuti in tantissime specie animali e sono stati identificati circa 200 tipi di papilloma virus umani. L’infezione da Papilloma Virus Umano (Hpv, Human Papilloma Virus) è un’infezione molto diffusa, trasmessa prevalentemente per via sessuale. È associata quasi esclusivamente a lesioni benigne se causate da papilloma virus detti “tipi a basso rischio oncogeno”, mentre se l’infezione è causata da papilloma virus di “tipo ad alto rischio”, ad essa si associano soprattutto lesioni di alto grado e carcinoma invasivo. L’unica forma di neoplasia totalmente riconducibile al papilloma virus è il tumore della cervice uterina.

Cos’è il Papilloma Virus

Vaccino profilattico anti-Hpv

Il Papilloma Virus (PV) è un piccolo virus di conformità icosaedrica, appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae. Dotati di un DNA circolare a doppia elica, possiedono uno specifico tropismo per la cute e le mucose.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da Papilloma Virus è passeggera e non presenta sintomi. Nell’eventualità di infezione cronica, la lesione tumorale si sviluppa in genere nell’arco di diversi anni dal contagio (da 7 a 15).

I PV sono stati rinvenuti in tantissime specie animali e sono stati identificati circa 200 tipi differenti di papillomavirus umani (Hpv, Human Papilloma Virus). Di questi 200 tipi circa 40 infettano l’area ano-genitale.

Questi ultimi vengono suddivisi in due grandi categorie o sierotipi: quelli che si associano quasi esclusivamente a lesioni benigne e vengono perciò detti tipi a basso rischio oncogeno e quelli che invece si associano soprattutto a lesioni di alto grado e carcinoma invasivo e sono perciò detti tipi ad alto rischio oncogeno.

Dei ceppi a basso rischio i sierotipi 6 e 11 si sono rivelati da soli responsabili di circa il 90% delle verruche genitali o lesioni benigne come i condilomi genitali.

Dei 12 ceppi classificati ad alto rischio, due (HPV 16 e 18) si sono rivelati i principali responsabili dell’evoluzione tumorale dell’infezione.

L’unica forma di neoplasia totalmente riconducibile al papillomavirus è il tumore della cervice uterina. Il virus Hpv è implicato inoltre nella patogenesi di altri tumori come quello della vulva, della vagina, dell’ano, del pene e recentemente è stata dimostrata la presenza del HPV ad alto rischio anche in carcinomi del distretto testa-collo, in particolare cavo orale ed orofaringe.

Diagnosi di infezione da HPV

Individuare precocemente le lesioni causate da un’infezione da Hpv è estremamente importante ed è per questo che su tutto il territorio nazionale sono in atto programmi di screening eseguito attraverso Pap-test o Hpv-test.

Ricordiamo che l’infezione da Hpv è generalmente transitoria e il 60-90% delle infezioni da Hpv, incluse quelle da sierotipi ad alto rischio, si risolve spontaneamente entro 1-2 anni dal contagio. La positività del test permette al medico di controllare nel tempo l’evoluzione e riconoscere in modo precoce un’eventuale lesione del collo dell’utero e pianificare ulteriori esami, per rilevare in anticipo la formazione di qualsiasi irregolarità.

In caso di anomalie si procede con la colposcopia, che permette di visualizzare eventuali alterazioni del tessuto della cervice uterina e - qualora necessario - di eseguire una biopsia mirata.

Per non incorrere in un’alterazione del test è necessario eseguirlo lontano dai giorni di flusso mestruale, evitare rapporti sessuali precedentemente, evitare lavande vaginali o ovuli.

Come si cura l’infezione da papilloma virus umano

Ad oggi non esistono terapie in grado di eradicare il papilloma virus, ma si aspetta che regredisca spontaneamente. In caso in cui le manifestazioni cliniche quali verruche o condilomi si manifestassero in maniera sgradevole e intollerante, è possibile accedere a trattamenti topici come creme antivirali o immunomodulatrici oppure a trattamenti chirurgici come laser terapia, diatermocoagulazione o crioterapia.

Anche le cellule precancerose del collo uterino possono essere rimosse chirurgicamente in modo localizzato senza andare ad intaccare in nessun modo la funzione riproduttiva della paziente.

Qualora la forma tumorale fosse già in fase evoluta, invece, i trattamenti cambiano in base alla gravità: chemioterapia, radioterapia, isterectomia parziale o totale.