Polisonnografia, lo studio dei disturbi del sonno

Polisonnografia, lo studio dei disturbi del sonno

Scritto il 20/01/2019
da Domenica Servidio

La polisonnografia (PSG) è un esame non invasivo di semplice esecuzione che consente di studiare, anche presso il proprio domicilio, le modificazioni dell’attività cerebrale, muscolare, cardiaca, respiratoria e autonomica che si verificano durante il sonno. Il polisonnigrafo è lo strumento utilizzato per la registrazione di questi parametri e viene collegato alla persona sottoposta all’esame.

Fasi del sonno

Quando ci si addormenta, avviene una transitoria perdita di coscienza, si riducono alcune funzioni biologiche e se ne potenziano altre. Per esempio, mentre la produzione di ormoni corticoidi si riduce, aumenta quella dei fattori di crescita.

Quando e perché si esegue la polisonnografia

Uomo indossa un dispositivo per polisonnografia

I parametri registrati dal polisonnigrafo consentono di stabilire le anomalie delle fasi Rem e Non-Rem e cosa ne altera la corretta alternanza.

In base ai risultati del test, un medico specialista delle malattie del sonno è in grado di valutare la natura del disturbo notturno e pianificare la terapia più opportuna.

Può capitare che il paziente si senta a disagio e fatichi a prendere sonno, perché l'esame e l'ambiente, a lui estraneo, lo preoccupano.

Tuttavia, ciò non altera il buon esito del test, in quanto è sufficiente che il paziente dorma qualche ora, non per forza tutta la notte.

Indicazioni alla polisonnografia

La polisonnografia viene svolta quando il medico, in base ad un esame obiettivo preliminare, sospetta che il paziente soffra di:

  • Sindrome delle apnee notturne - Nota anche come sindrome da apnea ostruttiva notturna, provoca, durante il sonno, delle interruzioni temporanee della respirazione.
  • Disturbi del movimento correlati al sonno - L'individuo affetto da tali problemi è protagonista di movimenti involontari, solitamente con gli arti inferiori (è assai raro che vengano mosse le braccia o le mani). Due esempi tipici di disturbi del movimento correlati al sonno sono la sindrome delle gambe senza riposo (RLS) e i movimenti periodici degli arti inferiori.
  • Narcolessia - È una malattia neurologica che causa ripetuti attacchi di sonno e una continua sensazione di sonnolenza diurna. Chi ne soffre, si addormenta più volte nell'arco dell'intera giornata, anche quando è occupato in attività coinvolgenti.
  • Disturbi del comportamento durante la fase Rem - Soffrono di tali disturbi le persone che "vivono" fisicamente i propri sogni, con gesti di gambe o braccia, imprecazioni, agitazione ecc.
  • Disturbi del comportamento durante la fase Non-Rem (o disturbi comportamentali notturni della fase Non-Rem) - Appartiene a questa categoria una serie di diversi problemi, come per esempio il sonnambulismo e il risveglio confusionale.
  • Insonnia cronica - È l'incapacità di dare continuità al sonno notturno. Certe persone ne sono affette in modo cronico.

Come funziona la polisonnografia

Il monitoraggio che viene effettuato durante la polisonnografia è di tipo cardio-respiratorio ed evidenzia la presenza di apnee ostruttive, apnee miste, apnee centrali ed ipoapnee.

Inoltre misura russamento, sforzo toracico a pletismografia induttiva con fasce toraco-addominali, F.C., SpO2, tramite sensore di posizione, microfono ambientale e nasal cannula.

Permette di rilevare la presenza e di quantificare le alterazioni del ciclo sonno-veglia e quindi il deficit di sonno o l’eccesso di sonno di ciascun paziente, inoltre registra i disturbi del sonno correlati con malattie di carattere internistico e psichico (apnee, sindrome delle gambe senza riposo, narcolessia, ecc.).

L’esecuzione della polisonnografia implica che il paziente dovrà obbligatoriamente dormire una o più notti presso il centro del sonno/ospedale.

Il dispositivo deve essere indossato per tutta la notte. Al risveglio, la registrazione viene interrotta, lo strumento e i sensori vengono scollegati e il paziente può tornare immediatamente a casa. I risultati dell'esame verranno rilasciati dal medico del centro ospedaliero in cui è avvenuta la polisonnografia soltanto qualche giorno più tardi.

Studio del sonno a domicilio, l’alternativa alla polisonnografia

In alternativa alla polisonnografia, lo studio del sonno può essere svolto presso il proprio domicilio attraverso il monitoraggio cardio-respiratorio.

L’apparecchio per lo studio del sonno in ambito domiciliare viene posizionato sul paziente il pomeriggio prima della notte in esame, dopo la visita specialistica, durante la quale viene illustrato alla persona il funzionamento del dispositivo.