Ipertiroidismo, quando la tiroide lavora troppo

Ipertiroidismo, quando la tiroide lavora troppo

Scritto il 28/12/2018
da Ivan Loddo

L'ipertiroidismo rappresenta una sindrome clinica a carico della tiroide, caratterizzata da una eccessiva produzione di ormoni tiroidei: triiodotironina (T3) e tiroxina (T4). Il soggetto affetto da ipertiroidismo può sviluppare alterazioni a livello metabolico, cardiaco e nervoso. La sindrome può insorgere a qualunque età ma i livelli di incidenza più alti si riscontrano nelle donne giovani-adulte di età compresa fra i 20 ed i 40 anni, con una prevalenza riferita alla popolazione generale dello 0,2–2%. Fra gli over 65 l'8,7% manifesta un ipertiroidismo sub-clinico e l'andamento generale può essere tipicamente familiare. La maggior parte dei pazienti con ipertiroidismo convive abbastanza serenamente con la sindrome se trattata adeguatamente attraverso la terapia farmacologica.

Cause di ipertiroidismo

L'ipertiroidismo è determinato dalla iperfunzionalità della ghiandola tiroidea, ma un elevato livello di ormoni tiroidei circolanti può essere causato da danni a carico della tiroide dovuti a processi infiammatori che provocano una importante sindrome clinica chiamata tireotossicosi.

Le due sindromi sono clinicamente quasi indistinguibili, ma è fondamentale riconoscerle e trattarle differentemente.

Segni e sintomi di ipertiroidismo

Il paziente affetto da ipertiroidismo presenta una serie di sintomi legati all'eccessiva attività metabolica presente.

Esso può manifestare infatti: cute calda per effetto dell'aumentato apporto ematico e della vasodilatazione, ipersudorazione, tremori e magrezza eccessiva nonostante l'appetito costante.

Fra i sintomi dovuti all'eccessivo catabolismo proteico rientrano astenia, alopecia e fragilità del cuoio capelluto.

A livello nervoso può essere manifestata eccessiva irritabilità e altri disturbi psichici quali insonnia, depressione, apatia.

La sindrome, come già anticipato, si associa a disturbi cardiovascolari quali tachicardia e ipertensione.


Altri segni meno rilevanti comprendono calo del desiderio, eiaculazione precoce, infertilità, mestruazioni irregolari.

Diagnosi di ipertiroidismo

Analisi ecografica della tiroide

La diagnosi di ipertiroidismo viene eseguita dal medico endocrinologo attraverso la valutazione clinica di segni e sintomi e attraverso analisi di laboratorio orientate a quantificare il livello di ormoni tiroidei liberi nel sangue, associata all'analisi dei livelli di TSH che si presenteranno molti bassi, per non dire assenti, in quanto l'eccesso di T3 e T4 ne inibisce la produzione.

Le forme autoimmuni vengono diagnosticate attraverso la ricerca di anticorpi specifici AbTPO e AbTg.

Lo specialista si avvale dell'analisi ecografica della tiroide che si presenterà di dimensioni aumentate e di altre indagini strumentali quali ad esempio la scintigrafia tiroidea, utile ad ottenere un quadro clinico più chiaro.