Terapia per la leucemia linfoblastica acuta

Scritto il 19/12/2018
da Giacomo Sebastiano Canova

La leucemia linfoblastica acuta si manifesta quando i linfociti incorrono in una incontrollata trasformazione neoplastica a livello del midollo osseo. Nella quasi totalità dei casi il trattamento di prima scelta per la LLA è rappresentato dalla chemioterapia, la quale si può distinguere in intensiva o conservativa.

Come si cura la leucemia linfoblastica acuta

Bambini sottoposti a chemioterapia. La leucemia linfoblastica acuta è il tumore più frequente in età pediatrica

Praticamente tutti i pazienti con diagnosi di LLA vengono indirizzati ad un piano terapeutico personalizzato, in quanto esso dipende da diversi fattori:

  • Età del paziente e condizioni cliniche
  • Sottotipo di LLA
  • Presenza di malattia nel sistema nervoso centrale
  • Presenza di gravi infezioni alla diagnosi
  • Storia di precedente mielodisplasia o di precedenti terapie radio-chemioterapiche.

In quasi la totalità dei casi il trattamento di prima scelta è rappresentato dalla chemioterapia, la quale si può distinguere in intensiva o conservativa.

IntensivaConservativa
Abbina almeno due chemioterapici allo scopo di

ottenere la remissione completa di malattia
Persegue lo scopo di controllare temporaneamente la progressione della malattia senza

cercare la remissione completa.

Per questo motivo prevede solitamente l’utilizzo di un solo chemioterapico

Chemioterapia per leucemia linfoblastica acuta

Persegue lo scopo di eliminare le cellule leucemiche presenti nel midollo osseo e nel sangue in modo tale da permettere alle cellule immature normali residue del midollo di crescere e maturare per produrre cellule normali del sangue.

Nel caso in cui si scelga un approccio intensivo, i chemioterapici vengono somministrati per via endovenosa, mentre nella terapia conservativa possono essere somministrati anche per via orale.

LLA e chemioterapia intensiva

Per quanto riguarda la chemioterapia intensiva, questa terapia viene somministrata durante un regime di ricovero durante il quale il paziente viene sottoposto a uno stretto monitoraggio dei valori dell’emocromo in quanto si raggiungono livelli molto bassi sia di globuli bianchi, sia di rossi e piastrine (fase di aplasia).

Questa fase può complicarsi con gravi infezioni che richiedono la somministrazione di una complessa terapia antibiotica.

La fase iniziale della chemioterapia intensiva viene denominata chemioterapia di induzione, mentre le fasi successive sono la chemioterapia di consolidamento e/o di mantenimento.

Al termine della chemioterapia di induzione e in alcuni casi anche delle terapie di consolidamento/mantenimento, vengono ripetute alcune analisi sul midollo osseo e sul sangue periferico per definire la risposta al trattamento.

LLA e profilassi del Sistema Nervoso Centrale

Le cellule leucemiche in corso di LLA possono talvolta annidarsi e proliferare all’interno del Sistema Nervoso Centrale (SNC), soprattutto in prossimità delle meningi.

Per questo motivo a tutti i soggetti affetti da LLA viene somministrata una profilassi specifica e mirata per il SNC con l’uso di chemioterapici o, più raramente, di radioterapia craniospinale.

La somministrazione di chemioterapici viene effettuata periodicamente nel corso della terapia di induzione e di consolidamento attraverso la puntura lombare, permettendo così una giusta esposizione del SNC ai farmaci antileucemici.

Trapianto di cellule staminali emopoietiche in LLA

Fino ai 65 anni di età, i pazienti affetti da LLA possono essere candidati al trapianto di midollo. Mentre il trapianto di midollo autologo (ovvero utilizzando le proprie cellule staminali emopoietiche) trova scarse indicazioni nella LLA, il trapianto allogenico (nel quale si utilizzano le cellule staminali emopoietiche di un donatore sano) trova piena indicazione per tutte le leucemie acute ad alto rischio che raggiungono la remissione completa.

La decisione di sottoporre un paziente con leucemia al trapianto allogenico varia in relazione al tipo di leucemia, alla sua categoria di rischio, all’età del paziente, alle sue condizioni cliniche e si accompagna sempre ad un approfondito colloquio con i medici dell’Unità Trapianto su potenziali rischi e benefici.

Classificazione della LLA in base alla sua evoluzione

In base all’evoluzione della malattia dopo il trattamento la LLA si classifica nella maniera seguente:

Malattia in remissioneMalattia minima residuaMalattia attiva
Completa: non sono più presenti segni di malattia e la conta dei blasti nel midollo è inferiore al 5%

Molecolare completa: nemmeno con le più moderne tecniche di indagine molecolare si notano segni di malattia
La malattia è visibile solo con le moderne tecniche di indagine, ma non con i test standard di laboratorioLa malattia mostra segni durante il trattamento o è ritornata (recidiva) dopo la terapia