Incontinenza urinaria giovanile

Scritto il 21/11/2018
da Chiara Vannini

Per incontinenza urinaria si intende l'emissione involontaria di urine. È un disturbo che viene comunemente associato agli anziani, ma in realtà è molto frequente anche nella popolazione giovane e adulta. L’incontinenza urinaria giovanile è un problema più frequente di quanto venga in realtà riportato e, trattandosi di un problema invalidante, causa disagi notevoli in che ne soffre.

Cos’è l’incontinenza urinaria giovanile e quali caratteristiche ha

L'incontinenza urinaria è un disturbo che può colpire anche i giovani adulti e non solo gli anziani

Se nell'anziano il disturbo dell’incontinenza urinaria è sicuramente più frequente e solitamente associato ad un deterioramento cognitivo, ad un indebolimento muscolare e ad un mancato controllo sfinteriale, nell'adulto e nella persona giovane il disturbo è associato ad altre cause.

L’incontinenza urinaria giovanile è più frequente di quanto venga in realtà riportato, poiché spesso le persone si trovano a disagio e difficilmente dichiarano di soffrirne.

Questo è secondario al fatto che risulta essere un problema invalidante, perché impedisce le normali attività quotidiane o comunque influisce in maniera negativa. Inoltre, la problematica ha conseguenze da un punto di vista psico–fisico per le persone che ne sono affette.

La popolazione femminile è generalmente più colpita, in particolare a causa della conformazione anatomica di vescica, utero e annessi e a causa delle gravidanze, che possono far insorgere il problema o comunque peggiorarlo se già presente. Nell'uomo invece è di norma correlata a problemi prostatici.

Cause di incontinenza urinaria giovanile

Le principali cause di incontinenza urinaria giovanile riportare in letteratura sono:

  • le infezioni urinarie ricorrenti (es. cistite), che comportano un restringimento dell'uretra
  • il parto, che indebolisce i muscoli pelvici
  • i prolassi dell'area genitale
  • la costipazione, che ha conseguenze sulla muscolatura pelvica
  • l'assunzione di particolari farmaci che favoriscono l’incontinenza (es. antidepressivi e diuretici)
  • l’eccessivo consumo di alimenti e bevande particolarmente diuretici (es. caffé)
  • il sovrappeso e l'obesità
  • gli interventi chirurgici addominali

Gli studi riportano anche una percentuale di persone che ne sono affette e che hanno ereditato il disturbo dai genitori.

Infine, le patologie neurologiche come la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson, possono portare progressivamente a questo disturbo.

Diagnosi di incontinenza urinaria giovanile

La diagnosi prevede una raccolta anamnestica da parte del medico e un esame obiettivo. L'anamnesi prevede di ottenere informazioni sulle gravidanze, le abitudini alimentari, gli eventuali precedenti interventi chirurgici, l'assunzione di farmaci. Inoltre, è utile raccogliere informazioni come l'entità del problema, la frequenza delle perdite e la quantità.

Uno specialista urologo procederà in secondo luogo ad un esame obiettivo vero e proprio, che potrà prevedere una palpazione dell'addome, esami ginecologici e rettali al fine di valutare la tonicità del muscolo pelvico.

Alcuni esami che possono essere richiesti sono:

  • urinocoltura: alla ricerca di infezioni delle vie urinarie
  • cistografia: esame invasivo che, attraverso l'introduzione del cistoscopio nell'uretra, permette di studiare l'apparato urinario ed evidenziare anomalie come polipi, malformazioni e calcoli
  • ecografia: volta a verificare lo stato di salute dell'apparato urinario e la presenza di eventuali calcoli renali.

Come si tratta l’incontinenza urinaria giovanile

Gli approcci terapeutici in caso di incontinenza urinaria giovanile possono essere diversi e più o meno invasivi. Questo dipende dall'entità del problema, dall'età della persona, e dalle cause che lo hanno generato.

Si va dalla correzione di alcune abitudini quotidiane ad interventi di rieducazione pelvica, fino ad arrivare alla terapia farmacologica ed infine a quella chirurgica.

Come interventi di prima scelta, possono essere consigliati:

  • la dieta, per ridurre il peso corporeo
  • un'adeguata alimentazione (povera di alimenti e bevande diuretiche)
  • una corretta attività intestinale, che eviti problematiche di costipazione
  • la riduzione del fumo, che, causando la tosse, fa aumentare la pressione addominale.

Inoltre, può essere consigliato alle persone di recarsi in bagno ad urinare ad intervalli regolari (ogni 2–4 ore), anche in assenza di stimolo, in modo da svuotare regolarmente la vescica ed evitare così il rigurgito.

Rieducazione pelvicaTerapia farmacologicaTerapia chirurgica
È una sorta di intervento riabilitativo che ha l'obiettivo di

insegnare alla persona a gestire e controllare le contrazioni muscolari.

Il fine è quello di rinforzare la muscolatura pelvica grazie ad esercizi specifici

o utilizzando apparecchiature elettriche per la

stimolazione passiva
Consiste frequentemente in ormoni, farmaci anticolinergici o simpaticomimetici.

Viene di solito scelta nel caso in cui l'incontinenza sia

secondaria ad un indebolimento dello sfintere

o a causa di scompenso ormonale da menopausa.

Tra i farmaci più utilizzati si citano:

- anticolinergici: riducono il numero delle contrazioni involontarie,

bloccando la contrazione della vescica

- simpaticomimetici: provocano una contrazione dello

sfintere vescicale e ne aumentano la resistenza

- estrogeni: migliorano la vascolarizzazione, il tono e

la risposta alfa-adrenergica della muscolatura uretrale

aumentando la resistenza dello sfintere
È l’approccio più invasivo e ha l'obiettivo di

costruire strutture di sostegno della vescica