Sifilide, trattamento terapeutico e prevenzione

Scritto il 29/10/2018
da Domenica Servidio

Il trattamento della sifilide è ottenibile con l’uso dell’antibiotico penicillina. La preparazione, il dosaggio e la lunghezza del trattamento dipendono dallo stadio della malattia e dalle sue manifestazioni cliniche. L’efficacia di questa terapia sul controllo dell’infezione e del contagio (ma ovviamente non su eventuali danni d’organi già determinatisi) è stata confermata da molteplici casi studio, da trial clinici e da cinquant’anni di esperienza clinica.

Trattamento della sifilide primaria, secondaria e latente

Nel trattamento della sifilide primaria, secondaria e latente precoce (< 1 anno), la benzatina penicillina G, 2,4 milioni di unità IM, in unica somministrazione, induce concentrazioni ematiche di farmaco sufficientemente elevate per 2 settimane. Due dosi da 1,2 milioni di unità sono in genere somministrate in ciascun gluteo per ridurre le reazioni locali.

Ulteriori iniezioni da 2,4 milioni di unità devono essere somministrate 7 e 14 die più tardi in caso di sifilide latente tardiva (> 1 anno) oppure in caso di sifilide di durata non nota; infatti i treponemi possono occasionalmente persistere nel liquido cerebrospinale dopo regimi terapeutici monodose. Il trattamento è lo stesso indipendentemente dallo stato di HIV.

Per le pazienti non gravide con allergia alla penicillina significativa (con anafilassi, broncospasmi o orticaria), la prima alternativa è la doxiciclina 100 mg PO bid per 14 giorni (28 giorni per la sifilide latente di vecchia data o la sifilide latente di durata sconosciuta).

L'azitromicina 2 g PO in una singola dose è efficace per la sifilide latente primaria, la secondaria o quella precoce provocata da ceppi sensibili.

Tuttavia, una singola mutazione che aumenta la resistenza è sempre più frequente in molte parti del mondo, compresi negli Stati Uniti e si traduce in tassi di fallimento inaccettabilmente elevati.

L’azitromicina non deve essere usata per il trattamento di donne in gravidanza o della sifilide latente di vecchia data. I pazienti in gravidanza con un'allergia alla penicillina devono essere ospedalizzati e desensibilizzati alla penicillina.

Il ceftriaxone 1 g per via intramuscolare o via endovenosa 1 volta/die per 10 a 14 giorni è stato efficace in alcuni pazienti affetti da sifilide precoce e possono essere efficaci nelle fasi successive, ma la dose ottimale e la durata della terapia sono sconosciuti.

Sifilide e prevenzione

Le infezioni sessualmente trasmissibili, e quindi anche la sifilide, possono essere trasmesse solo da un partner infetto a uno non infetto durante l’atto sessuale.

Una buona misura di prevenzione è quindi l’uso di preservativi in lattice. Tuttavia le ferite e le ulcere cutanee possono trasmettere l’infezione anche durante il sesso orale o qualunque altro contatto cutaneo con le zone infette. È dunque necessario fare attenzione a qualunque sintomo visibile.

La scomparsa dei sintomi non è però indice dell’assenza di malattia, che anzi può essere in una fase progressiva verso lo stadio latente.

Solo un’efficace azione di educazione a comportamenti sessuali responsabili e il ricorso ai servizi di salute per una diagnosi e trattamento precoci possono prevenire la trasmissione dell’infezione stessa.

Trattamento dell’infezione

Il trattamento dell’infezione è facilmente ottenibile con l’uso dell’antibiotico penicillina. La preparazione, il dosaggio e la lunghezza del trattamento dipendono dallo stadio della malattia e dalle sue manifestazioni cliniche.

L’efficacia di questa terapia sul controllo dell’infezione e del contagio (ma ovviamente non su eventuali danni d’organi già determinatisi) è stata confermata da molteplici casi studio, da trial clinici e da cinquant’anni di esperienza clinica.

Oltre al trattamento antibiotico, la persona infetta deve astenersi da qualunque attività sessuale con nuovi partner fino alla completa guarigione delle ferite. Inoltre, è necessario effettuare test diagnostici e trattamento anche sui partner sessuali del paziente.

Trattamento sifilide e follow-up

Tutti i lattanti sieropositivi e quelli le cui madri erano sieropositive devono eseguire i titoli Venereal Disease Research Laboratories o test sierologici reaginici (Rapid Plasma Reagin [RPR]) ogni 2-3 mesi, fino a che il test risulti non reattivo o il titolo sia diminuito di 4 volte.

Nei lattanti non infetti ed in quelli trattati con successo, i titoli Ac non treponemici sono generalmente non reattivi dopo 6 mesi. Gli Ac treponemici acquisiti passivamente possono essere presenti più a lungo, forse 15 mesi.

È importante ricordarsi di utilizzare lo stesso test specifico non treponemico per monitorare i titoli nelle madri, nei neonati, nei lattanti e nei bambini piccoli nel tempo.

Se i test Venereal Disease Research Laboratories o sierologici reaginici (Rapid Plasma Reagin [RPR]) rimangono reattivi dopo 6-12 mesi d'età o il titolo aumenta, il lattante deve essere rivalutato (inclusa puntura lombare per analisi del liquido cerebrospinale ed emocromo con conta piastrinica, RX delle ossa lunghe, e altri esami clinicamente indicati).

Trattamento: Penicillina per via parenterale.