Mal di pancia e diarrea? Ecco come comportarsi

Scritto il 28/09/2018
da Chiara Vannini

Per diarrea si intende un disturbo della defecazione che comporta una frequente emissione di feci durante la giornata (almeno 3-4 volte al giorno), solitamente di aspetto liquido o semi - solido. Se di breve durata, è un disturbo che di norma non desta preoccupazione perché non comporta conseguenze rilevanti; al contrario, quando si protrae per diversi giorni, è un segno da non sottovalutare, specialmente nei bambini.

Che cos'è la diarrea?

Dolore addominale

La diarrea può essere associata ad altri sintomi, come dolori addominali (anche crampiformi), nausea, vomito, gonfiore addominale oppure può insorgere come sintomo unico. Viene comunemente distinta in acuta o cronica: è definita cronica quando il disturbo si protrae per un periodo superiore alle 2 settimane. Viene inoltre definita ricorrente quando il disturbo si ripresenta frequentemente nel corso delle settimane.

Le cause della diarrea

Le cause più frequenti della diarrea sono:

  • uso di farmaci: è definita anche diarrea iatrogena. Alcuni farmaci hanno fra gli effetti collaterali quelli di causare diarrea. È il caso, in particolar modo, di alcuni antibiotici e di chemioterapici;
  • processi infettivi: i batteri che possono causare diarrea sono diversi; i più frequenti sono lo staphylococcus aureus, l'escheria coli, il campilobacter, il clostridium difficile, la salmonella, il rotavirus e l'adenovirus (questi ultimi due soprattutto nei bambini);
  • patologie pre-esistenti come diverticolite, morbo di Crohn, celiachia, rettocolite ulcerosa. È utile che una volta diagnosticata la malattia, la persona affetta prenda tutte le precauzioni utili a prevenirne gli effetti collaterali e le riacutizzazioni;
  • intolleranze alimentari: le intolleranze alimentari, in particolar modo quella da lattosio, possono manifestarsi ed esordire inizialmente con diarrea;
  • alterazione della flora intestinale: in periodi di particolare stress, preoccupazione, ansia, può alterarsi la flora intestinale, causando diarrea;
  • fecalomi: si parla in realtà in questo caso di diarrea parossistica. Il fecaloma, ovvero un ammasso di feci dure, disidratate che si formano nell'intestino, provoca generalmente stipsi da un lato, ed emissione di feci liquide dall'altro, dovute allo stravaso di feci intorno all'ostruzione;
  • abuso di lassativi: l'utilizzo incontrollato di lassativi, può comportare come effetto collaterale l'insorgenza della diarrea dovuta ad un accumulo della sostanza;
  • Diarrea del viaggiatore: colpisce solitamente le persone che si recano in paesi con condizioni igienico - alimentari scadenti.

Se la diarrea dura pochi giorni, e non vi è altra sintomatologia associata come febbre, nausea e vomito, o disidratazione, di norma non è necessario fare accertamenti ulteriori. Viceversa, se il disturbo comporta altre problematiche, in particolar modo disidratazione (e questo diventa un disturbo importante nel bambino che spesso non è in grado di reintegrare in maniera adeguata i liquidi persi), è necessario un consulto medico.

Talvolta la visita medica è risolutiva per comprendere le cause della diarrea, poiché attraverso il colloquio facilmente si evidenziano abitudini alimentari scorrette, o la riacutizzazione di una patologia pre-esistente.

In altri casi, è necessario eseguire accertamenti per comprenderne le cause. L'esame delle feci può essere utile in caso di sospetta infezione batterica; può quindi essere richiesto un esame chimico - fisico, un esame colturale e un batteriologico per comprendere non solo le caratteristiche fisiche delle feci, ma anche un'eventuale colonizzazione batterica. Un disturbo prolungato può richiedere un prelievo ematico, alla ricerca di malattie o intolleranze che possono provocare il disturbo; è il caso ad esempio della celiachia o di allergie e intolleranze al lattosio.

La colonscopia è l'esame endoscopico, di norma non di prima scelta, che permette però di andare a rilevare le caratteristiche della mucosa intestinale ed evidenziare eventuali alterazioni.

Prevenire la diarrea

La prevenzione che è possibile fare inizia dalle corrette regole di igiene. Innanzitutto il lavaggio delle mani frequente, soprattutto quando si entra in contatto con molte persone, quando si maneggia cibo a rischio di contaminazione (carne o pesce crudo). In secondo luogo l'igiene ambientale, soprattutto di cucina e bagno ed infine l'igiene alimentare, che prevede di evitare quanto più possibile l'assunzione di cibi crudi o poco cotti.

Se la causa è da ricondurre all'uso eccessivo di lassativi o enteroclismi, vanno sospesi immediatamente. In caso la diarrea sia invece secondaria ad intolleranze o allergie alimentari, è necessario sospenderne l'assunzione quanto prima.

Terapia e rimedi contro la diarrea

La terapia deve essere mirata, e quindi, tranne nel caso in cui il disturbo sia sporadico o comunque di breve durata, essere associato ad una diagnosi specifica. È indispensabile idratarsi correttamente, per reintegrare le perdite saline, e ridurre gli alimenti ricchi di fibre dalla dieta.

La terapia farmacologica è da assumersi sulla base dell'agente scatenante; nel caso ad esempio di una diarrea secondaria ad un agente batterico o ad un parassita, è necessario assumere la terapia antibiotica adeguata e mirata.

I fermenti lattici e i probiotici non curano la diarrea, ma sono utili migliorare la flora intestale, ripristinando le fisiologiche condizioni della persona. I farmaci antispastici non migliorano la diarrea, ma sono sicuramente utili a migliorare la sintomatologia dolorosa come dolori addominali o crampiformi.