Garau, CoAS: preoccupanti nuove linee guida Pronto soccorso

Garau, CoAS: preoccupanti nuove linee guida Pronto soccorso

Scritto il 30/07/2019
da Redazione

Che l'infermiere di Triage abbia la possibilità di somministrare in autonomia farmaci e che l’assegnazione delle priorità del Triage siano sotto la responsabilità infermieristica rappresentano una ricetta pericolosa per tutti. È questa la posizione del sindacato CoAS Medici Dirigenti: Con le nuove linee guida sul Pronto soccorso - afferma Alessandro Garau, segretario nazionale del sindacato - vanno a ricadere sulle spalle degli infermieri responsabilità importanti, per le quali è necessaria una formazione medica, figlia di anni di studi.

Triage affidato agli infermieri, Garau (CoAS): Ricetta pericolosa per tutti

Gli infermieri coprono una parte importante del servizio, ma devono essere messi in condizione di lavorare senza il peso di decisioni che non sono stati preparati a prendere. Continua così il segretario nazionale del sindacato CoAS Medici Dirigenti, Alessandro Garau, commentando le nuove linee guida sul Pronto soccorso, inviate di recente alle Regioni.

L'obiettivo delle nuove linee guida dichiarato dal Ministero della Salute è quello di sviluppare le possibilità organizzative del Triage, in linea con i recenti dati di letteratura internazionale e con l'attuale fase di ridisegno del nostro sistema sanitario, allo scopo di migliorare la presa in carico del paziente e l'inizio del trattamento urgente. Ma secondo il sindacato CoAS Medici Dirigenti si tratta di linee guida a dir poco preoccupanti.

E se per il ministero l'infermiere di Triage è dotato di autonomia professionale, in relazione alle competenze acquisite durante il corso di formazione, può essere specificatamente autorizzato alla somministrazione di alcuni farmaci, all'esecuzione di prelievi ematici ed all'inizio di trattamenti, qualora queste attività siano previste da protocolli interni, il CoAS la vede diversamente.

Troviamo particolarmente allarmante che l’infermiere del Triage abbia la possibilità di somministrare in autonomia farmaci – spiega Garau – si tratta di un esercizio abusivo della professione medica: con queste linee guida vanno a ricadere sulle spalle degli infermieri responsabilità importanti, per le quali è necessaria una formazione medica, figlia di anni di studi.

Quando chiedevamo una soluzione per i problemi che si vivono ogni giorno ai Pronto Soccorso, non avremmo mai pensato che il problema della carenza di medici sarebbe stato risolto delegando le responsabilità al personale infermieristico

Ma non solo triage: nel documento sono definite anche le azioni per ridurre il sovraffollamento (tra cui il blocco dei ricoveri programmati, l’istituzione della stanza/area di ricovero e l'implementazione della figura del Bed Manager) e gli standard strutturali e di personale per l’Osservazione breve intensiva (Obi).

Dotazione organica minima OBI
Figure professionaliFino a 4 postazioniDa 5 a 8 postazioniDa 9 a 15 postazioni
Medico1 unità (in condivisione con PS)1 unità dedicata per almeno 8 ore diurne non continuative  (in condivisione nelle restanti ore)1 unità nelle 12 ore  (in condivisione nelle ore notturne)
Infermiere1 unità (in condivisione in PS)1 unità h242 unità h24
OSS1 unità nele 12 ore diurne (in condivisione nelle ore notturne)1 unità nelle 12 ore diurne (in condivisione nelle ore notturne)1 unità h24

E nemmeno l’Osservazione beve intensiva (OBI) a completa gestione infermieristica con il medico presente per soli 60 minuti al giorno, e l’assegnazione delle priorità del Triage sotto la responsabilità infermieristica vanno giù al CoAS: sono una ricetta pericolosa per tutti - scrive Garau in una nota - per i medici, per gli infermieri, ma soprattutto per i pazienti, che possono pagare con la vita un errore clinico. Cosa che ho visto accadere. Un infermiere aveva sottovalutato la condizione di una paziente, dando priorità a un’altra. Quest’omissione è costata forse alla donna la propria vita, e ai medici, considerati in ogni caso dal giudice come ‘responsabili’, una condanna in sede penale.