Tecnica della simulazione per lo sviluppo del pensiero critico

Tecnica della simulazione per lo sviluppo del pensiero critico

Scritto il 25/07/2019
da Silvia Ancona

In che misura la tecnica della simulazione nel corso di laurea in infermieristica può essere efficace nella formazione dello studente? Una ricerca condotta presso la sezione di Imola del CdL in infermieristica dell'Università di Bologna — e pubblicata sulla rivista ufficiale della Fnopi — ha studiato e analizzato il fenomeno con l'obiettivo di definire l'efficacia della simulazione nello sviluppo del pensiero critico negli studenti.

Simulazione: strumento di sviluppo del pensiero critico negli studenti

Simulazione sala operatoria

La simulazione è una strategia e non una tecnologia, in grado di anticipare o amplificare situazioni reali con esperienze guidate in un modo completamente interattivo.

Gli studenti, mediante la simulazione, possono acquisire sicurezza nell'esecuzione di tecniche e procedure assistenziali. Inoltre sviluppano capacità di problem solving, pensiero critico e di decision making in situazioni di cura complesse.

I sistemi di simulazione, soprattutto quelli ad alta fedeltà, sono costosi in termini di tempo e risorse, ma essendo maggiormente realisti portano alla realizzazione di esperienze profondamente formative.

Una ricerca condotta nella sede formativa di Imola — del CdL in Infermieristica dell'Università di Bologna — e guidata dalla professoressa Sabina Olmi, è andata ad indagare e valutare l'efficacia della simulazione di casi clinici con l'utilizzo di manichini interattivi nello sviluppo della capacità di pensiero critico rispetto alla formazione tradizionale.

Inoltre, come obiettivi secondari, sono stati presi in esame lo sviluppo della capacità di pianificazione assistenziale, la soddisfazione degli studenti e fiducia in se stessi e il raggiungimento degli obiettivi formativi nel gruppo sperimentale intesi come gli obiettivi di apprendimento predefiniti in base agli scenari costruiti.

Allo studio hanno partecipato complessivamente 34 studenti iscritti al terzo anno di corso che frequentavano il tirocinio i quali sono poi stati suddivisi in due gruppi:

  • gruppo di controllo: costituito dagli studenti frequentanti il normale tirocinio curriculare.
  • gruppo sperimentale: gli studenti hanno partecipato a due sessioni di simulazione, a distanza di un mese l'una dall'altra, ciascuna della durata di 30-40 minuti e con la sola presenza del tutor in veste di istruttore. Durante le sessioni veniva proposta una situazione clinica il più possibile fedele alla realtà e veniva chiesto di svolgere un'attività attraverso l'uso di manichini a grandezza naturale, interattivi, in grado di riprodurre parametri fisiologici, patologici e farmacologici.

    Improvvisamente poi le condizioni del paziente simulato cambiavano e lo studente doveva pensare e ipotizzare cosa stesse accadendo cercando, mediante l'uso di pensiero critico e ragionamento clinico non verbale, di raccogliere e accertare i dati clinici per confermare l'ipotesi fatta ed eventualmente escluderne altre.

    Doveva poi comunicare l'accaduto all'infermiera tutor e attuare gli interventi infermieristici necessari. Alla fine della sessione di simulazione veniva effettuato il debriefing in modalità 3D: defusing, discovering e deepening.
Defusing (defervescenza)
  • fase in cui l’istruttore sollecita i partecipanti a descrivere l’impatto emotivo dello scenario al quale hanno partecipato, scopo di questa fase è la riduzione dell’ansia e dello stress derivanti dall’impatto con la simulazione
Discovering (scoperta)
  • fase di ricerca del "perché" i partecipanti si sono comportati in un certo modo o hanno fatto particolari scelte
Deepening (approfondimento)
  • fase in cui l’istruttore cerca di facilitare la connessione degli elementi emersi nelle fasi precedenti e di fornire suggerimenti per l’applicazione di quanto è emerso nella pratica

Efficacia della simulazione: risultati della ricerca

I risultati dello studio sembrano confermare l'efficacia della simulazione nello sviluppo della capacità di pensiero critico degli studenti infermieri. Il gruppo sperimentale, infatti, ha riportato diversi miglioramenti sia in relazione al grado di soddisfazione e di self-confidence, sia nella capacità di pianificazione assistenziale.

Nonostante l’impossibilità di ricreare al 100% un ambiente realistico e quindi di far sentire lo studente in una situazione totalmente reale, la simulazione è vista dagli studenti come un’ottima opportunità per applicare, in un ambiente protetto, i principi e concetti teorici con la possibilità di "rischiare" o sbagliare senza sentirsi giudicati.

Pertanto tale metodologia — sebbene occorrano più studi effettuati su un campione più ampio di studenti e strumenti di raccolta validati nel contesto italiano — sembrerebbe essere efficace nello sviluppo del pensiero critico degli studenti in infermieristica, in aggiunta alla tradizionale formazione.