Radiazione Venturi, Fnomceo: Vicenda segno disagio medici

Scritto il 04/12/2018
da Redazione

La vicenda di Bologna è l'espressione del disagio dell'intera professione medica. Pur non entrando nel merito della questione, per il suo ruolo istituzionale e non conoscendone le motivazioni, è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, a commentare così la radiazione dell'assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi, decisa venerdì sera dall'Ordine dei medici di Bologna.

Anelli: Non entro nel merito, trovare giusto modello su ambulanze

Filippo Anelli, presidente Fnomceo

Il provvedimento disciplinare deriva dalla delibera portata in Giunta regionale da Venturi nel 2016, che prevede tra le altre cose la possibilità di avere ambulanze senza più medici a bordo.

Anelli parte proprio da qui, per sollevare la cosiddetta "questione medica". Ovvero, sostiene il presidente Fnomceo, i condizionamenti dettati da esigenze economiche nell'esercizio della professione medica hanno portato a uno stato di disagio diffuso tra i sanitari, senza che in alcuna maniera si provasse a porre rimedio.

Per questo, continua Anelli, abbiamo più volte denunciato le limitazioni sempre più cogenti all'autonomia professionale del medico e, sempre più spesso, abbiamo segnalato il subdolo tentativo di applicare il trasferimento delle competenze dal medico ad altri professionisti nel nostro Paese, in particolare nel settore di emergenza-urgenza.

Per la Fnomceo, la professione medica e quella infermieristica sono complementari e indispensabili per assicurare un'efficace assistenza. Nel campo dell'emergenza, la diagnosi non può che essere affidata al medico. Quindi, anche nel soccorso avanzato, dovremmo trovare un modello che valorizzi medico e infermiere, per assicurare al cittadino il massimo livello delle cure e dell'assistenza, afferma Anelli.

Proprio sul tema dell'emergenza-urgenza, la federazione nazionale dei medici e quella degli infermieri (Fnopi) hanno avviato un tavolo di lavoro per elaborare un modello condiviso, convinti che il dialogo sia l'unica via per costruire una sinergia tra professionisti, ammonisce Anelli, che poi riconosce al governatore Stefano Bonaccini e allo stesso assessore Venturi la volontà di cambiamento attuata con la sottoscrizione del Protocollo d'intesa tra la Conferenza delle Regioni e la Fnomceo, che consente di avviare un confronto utile, oltreché necessario, per cogliere i suggerimenti e i bisogni della professione medica.

Proprio l'Emilia-Romagna, segnala il numero uno della federazione, dopo Lombardia e Liguria, il prossimo 19 dicembre avvierà un tavolo di confronto tra gli Ordini e la Regione su questi temi, che riguarderà tra l'altro anche il ruolo del medico, le sue competenze e la sua autonomia, il rispetto delle sue prerogative e la prevenzione ai fenomeni di violenza sugli operatori sanitari.

Il protocollo rappresenta lo strumento che consente di coniugare l'autonomia degli Ordini in chiave deontologica con il diritto del professionista a partecipare alla vita politica del Paese - rivendica Anelli - infatti, da un lato consideriamo valori irrinunciabili i principi della deontologia medica, e dall'altro non possiamo consentire che la professione sia considerata un limite alla partecipazione, da parte dei professionisti, alla vita politica, che è un valore altrettanto irrinunciabile.