Piredda (AIIAO): Radiazione Venturi fa rabbia, ma non stupisce

Scritto il 03/12/2018
da Redazione

Alessio Piredda, presidente Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica, esprime anzitutto piena solidarietà al Dr. Venturi, radiato dall'ordine dei medici di Bologna, ma non si dice certo stupito dall'accaduto: Diciamolo pure senza mezze misure che qualche avvisaglia l’avevamo già avuta in tempi abbastanza recenti - scrive Piredda in una nota - qualche fastidio nel mondo Medico lo avevamo colto, non solo con dei fatti accaduti, ma anche sentendoci spesso dire nei convegni e congressi, che: “volete sempre nuove sfide...”

Radiazione Venturi, Piredda (AIIAO): Non siamo stupiti, le avvisaglie c'erano

Nei confronti dell'assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna Sergio Venturi radiato dall'ordine dei medici di Bologna, arriva solidarietà anche da parte dell'Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica (AIIAO), che esprime anzitutto piena solidarietà a chi lungimirante ha saputo cogliere il momento storico della grande crescita della Professione Infermieristica Italiana, riconoscendone appieno l’alta formazione, le capacità, la specializzazione.

Siamo in linea con quanto in queste ore tutto il mondo infermieristico italiano prova - scrive il presidente Piredda - certamente rabbia, certamente sdegno, ma non stupore, diciamolo pure senza mezze misure che qualche avvisaglia l’avevamo già avuta in tempi abbastanza recenti, qualche fastidio nel mondo Medico lo avevamo colto, non solo con dei fatti accaduti, ma anche sentendoci spesso dire nei convegni e congressi, che: “volete sempre nuove sfide..” intendendo però non la voglia sana di crescita Professionale, bensì forme di forte belligeranza verso qualcuno, e, che questo non era il modo giusto per evolvere e appunto crescere, quasi ad affermare che gli infermieri abbiano come “solo ed unico” propellente il gusto becero della sfida continua con altri.

Ecco, questo retro-pensiero non ci appartiene assolutamente, ecco perché ci sentiamo parte lesa, quasi certi che per dare un segnale forte, un segnale politico, si sia voluto colpire colui che ha consentito tale “sacrilegio”, ovvero il riconoscere pari dignità all’infermiere nello svolgimento di attività che certamente non sono in antitesi e non sostitutive di quelle Mediche, semmai svolte talora in piena autonomia, ma spesso in cooperazione e integrazione reciproca.

Auspichiamo - conclude Piredda - pertanto sia fatta chiarezza in tempi rapidi dalle autorità competenti, con l’auspicio che non si trovino soluzioni “politiche” che a nulla gioverebbero, anzi certamente danneggerebbero entrambe le Professioni.