Intesa Fnopi-Csm-Cnf, indicazioni operative per l'applicazione

Scritto il 03/12/2018
da Redazione

La firma del protocollo d'intesa tra la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri, il Csm ed il Consiglio nazionale forense ha fatto molto discutere nelle scorse settimane. Sono stati diversi gli Ordini provinciali che hanno chiesto formalmente delle delucidazioni in merito alla Fnopi (si vedano ad esempio i casi di Opi Bologna, Opi Frosinone, Opi Pordenone, Opi Parma). Con la circolare 77/2018 datata 30 novembre la Fnopi ha inviato le indicazioni operative agli Ordini sull'applicazione del protocollo Fnopi-Csm-Cnf sottoscritto il 20 settembre per applicare la legge 24/2017 (responsabilità sanitaria).

Come applicare il protocollo d'intesa Fnopi-Csm-Cnf

La Federazione nazionale degli Infermieri ha trasmesso le preliminari linee di indirizzo a cui gli OPI potranno rifarsi, in via omogenea, per l’applicazione delle proprie specifiche competenze attuative delle finalità prefissate nel Protocollo.

L'intento primario è quello di fugare la frammentazione interpretativa del contenuto dell’accordo in oggetto; per questo la circolare inoltrata a tutti gli Ordini provinciali specifica che l’univoca codificazione dei criteri per confermare la cosiddetta “speciale competenza”, rimessa alla “certificazione” di ogni singolo Ordine, dovrà essere ricondotta a criteri che non trascurino l’esperienza pratica e la formazione acquisita in uno specifico ambito del settore disciplinare dagli infermieri che mirano ad essere inseriti negli albi circondariali dei CTU e Periti.

La richiesta esplicita di avvocati e magistrati - specifica la Fnopi - è stata quella di prevedere parametri qualitativamente elevati per la revisione e la tenuta degli albi, perché in tutti i procedimenti civili e penali che richiedono il supporto conoscitivo delle discipline mediche e sanitarie, le figure del perito e del consulente tecnico siano in grado di garantire all’autorità giudiziaria un contributo professionalmente qualificato e adeguato alla complessità della materia.

La valutazione su ogni singolo infermiere, attraverso specifico atto deliberativo, sarà espressione del Consiglio Direttivo dell’Opi di appartenenza; ogni Opi dovrà poi trasmettere alla Federazione, almeno una volta ogni 3 mesi, gli effetti delle scelte legate all’esecuzione del Protocollo, anche per mantenere aggiornata la mappatura dei professionisti infermieri iscritti negli albi dei Tribunali.

La Federazione stessa - conclude la circolare - svolgerà anche le funzioni di verifica e controllo sugli eventuali ricorsi presentati dagli iscritti contro le decisioni dell’Opi, esprimendo parere vincolante.