Delibera OSS Veneto, Sileri alla Camera: così non va

Delibera OSS Veneto, Sileri alla Camera: così non va

Scritto il 23/04/2021
da Massimo Canorro

Verificare l’accordo per dare uniformità, creare registri personali e garantire una formazione omogenea per ore e contenuti sono le necessità espresse dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri in risposta all’interpellanza urgente dell’On. Maria Elena Boschi (prima firmataria). Preoccupazione continua ad essere espressa dagli Opi veneti e dalle segreterie regionali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl dopo un incontro.

L'intervento di Sileri alla Camera sulla delibera OSS Veneto

La delibera n. 305 del 16 marzo 2021 del Veneto va oltre le previsioni dell’accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, al quale è basilare uniformarsi, anche volendo mettere in campo una sua revisione. È il quadro tratteggiato dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri (M5S), che ha replicato all’interpellanza urgente dell’On. Maria Elena Boschi (Italia Viva) inerente la delibera del Veneto sull’iter di formazione complementare in assistenza sanitaria dell’operatore socio sanitario.

Nel suo intervento alla Camera dei deputati il sottosegretario ha citato la Fnopi – che ha definito la stessa delibera un atto che pone a rischio la salute dei cittadini e configura un abuso di professione, non essendo gli operatori socio sanitari personale sanitario, ma del ruolo tecnico – non laureato né iscritto agli albi – e che aggira i presupposti della legge n. 24 del 2017 per quanto concerne la responsabilità degli operatori sanitari – riconoscendo come l’atto amministrativo della regione governata da Luca Zaia estenda i limiti della figura professionale dell’Oss oltre quelli previsti.

In merito alle modalità mediante cui il ministero della Salute intenda verificare l’accordo sulle competenze degli Oss – processo di verifica che costituisce una priorità – il sottosegretario Sileri ha espresso l’urgenza di verificare a fondo la delibera per poter raggiungere un triplice obiettivo: conferire uniformità, creare dei registri regionali (che vengano riuniti all’interno di un registro nazionale), garantire una formazione omogenea sulle ore e sui contenuti. Fornendo maggiore sicurezza a pazienti ed Oss e scongiurando qualsivoglia sovrapposizione di competenze. Così, nei mesi a seguire, verrà sviluppata una roadmap per rinnovare l’accordo del 2003.

Sileri ha rammentato poi come il governatore Zaia abbia precisato che – attraverso la delibera n. 305 sulla formazione in assistenza sanitaria dell’Oss – si sia cercato di perseguire l’interesse collettivo, mantenendo l’infermiere al centro del percorso di cura. Quindi il sottosegretario alla Salute si è espresso sul quadro normativo dell’operatore socio sanitario, specificandone le caratteristiche sociosanitarie nonché la formazione non universitaria delegata alla Regioni e alle Province autonome. Compiti che l’Oss deve svolgere – come è stato rammentato – sotto l’attenta supervisione della professione infermieristica, poiché sprovvisto delle caratteristiche (laurea e iscrizione ad albo professionale) che sono proprie delle professioni sanitarie.

Nel frattempo, i presidenti degli Opi del Veneto e le segreterie regionali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl si sono incontrati per approfondire la delibera n. 305 del 16 marzo 2021 del Veneto. Nel rinnovare la contrarietà all’atto amministrativo – invitando l’assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin (promotrice dell’iniziativa) e il presidente Zaia a ritirarlo – il messaggio univoco permane quello che garantire il diritto all’assistenza sanitaria per tutte le persone ospiti delle strutture, equivale a salvaguardare i principi di sicurezza e qualità delle prestazioni erogate.

Pertanto credere di risolvere la carenza di infermieri operando una “sostituzione” con il profilo di Oss – attribuendo a questo ruolo competenze che stanno in capo alla professione infermieristica – non solo è inaccettabile ma si identifica come una semplificazione che espone infermieri e gli stessi oss a responsabilità enormi anche dal punto di vista giuridico e professionale, concludono in una nota congiunta.