Assistenza e coordinamento ostetrico in ginecologia

Assistenza e coordinamento ostetrico in ginecologia

Scritto il 18/03/2020
da Redazione

La ginecologia è il ramo della medicina che studia e cura le malattie dell'apparato genitale femminile e gli eventi della vita sessuale della donna. Il reparto di ginecologia offre un’assistenza ambulatoriale di prevenzione, diagnosi e cura e una degenza pre e post-chirurgica di day hospital e day surgery. Anche se storicamente il reparto di ginecologia, come in passato quello di ostetricia, vede l’infermiere come figura assistenziale e di coordinamento, nelle realtà assistenziali le pazienti necessitano sia di assistenza infermieristica che ostetrica, coerente con le conoscenze teoriche e capacità tecnico-operative che formano la specifica professione. L’ostetrica/o, figura altamente specializzata, in équipe con gli specialisti ginecologi, pone al centro del percorso di cura la donna, considerandola nella sua interezza e non focalizzandosi solo sul problema clinico. Implementare l’erogazione di un’assistenza di qualità è un aspetto cardine di tale percorso in ginecologia e l’ostetrica/o può essere la figura professionale garante del processo organizzativo e assistenziale.

Formazione specifica dell’ostetrica/o

La figura professionale dell’ostetrica/o è collocata a pieno titolo nell’assistenza ginecologica e lo possiamo osservare dall’analisi della mappatura delle competenze del profilo professionale:

  1. Giuridica: ciò che è assegnato dalla normativa
  2. Modelli teorico-concettuali, intesi come:
  • Conoscenza: l’ambito del sapere concettuale attività formative
  • Abilità/capacità (o skill), l’aspetto operativo della competenza: il mettere in atto i principi che appartengono alla conoscenza
  • Comportamento (o modo d’agire): la parte relativa al modo di eseguire le attività che incide sui rapporti con gli altri e sull’efficacia della mobilitazione dell’intera competenza stessa
  • Bisogni di salute genere-specifica: l’evoluzione dei bisogni, dei problemi di salute in campo sessuale riproduttivo connessi con gli eventi/fenomeni naturali del ciclo vitale della donna e l’aspettativa dell’utenza

La competenza giuridica dell’ostetrica/o

I mutamenti culturali delle professioni sanitarie, sia nei loro aspetti generali che in quelli pratici (conoscenze, competenze, professionalità, immagine e ruolo sociale), si sono adeguati alla nuova architettura della Sanità esaltando gli aspetti dell’autonomia e della responsabilità.

In questa direzione è avvenuta la riforma degli ordini didattici Universitari (legge 341/90, D.M. 509/99, Decreti MIUR 9 luglio e 1 ottobre 2004), la riforma sanitaria (decreto legislativo 502/92), 517/93 e 229/99), la definizione del profilo professionale dell’infermiere (D.M. 739/94) e dell’ostetrica/o (D.M. 740/94), il riconoscimento dell’autonomia professionale con la legge 42/99 e alla legge 251/00.

Dalla riforma universitaria spicca il sottrarsi dalla professione infermieristica non più propedeutica alla professione ostetrica, mentre con la definizione del profilo professionale emerge l’autonomia assistenziale di propria competenza sia in ambito ostetrico che ginecologico.

Sapere ostetrico e campo di applicazione dell’ostetrica in ginecologia

Le competenze del “sapere” e, in parte, del “saper fare” l’ostetrica/o le sviluppa attraverso un percorso universitario di tre anni, il conseguimento della laurea in ostetricia, il superamento dell’esame di stato e l’iscrizione all’ordine della professione di ostetrica.

Il profilo giuridico esposto in precedenza, ha orientato i percorsi universali verso nuovi obiettivi formativi così che gli studenti possano acquisire le conoscenze, le competenze tecnico-pratiche e relazionali da applicare nelle tre macroaree ostetriche: ostetricia, ginecologia e neonatologia, senza escludere nell’attività formativa, ovviamente, le abilità tecno-cliniche di base, trasversali alle professioni dell’assistenza/cura.

Partendo dal confronto dei piani formativi professionalizzanti, per esempio dell’Università di Bologna nell’a.a. 2018/19, comprendiamo il bagaglio culturale accumulato dal professionista durante la sua formazione universitaria.

Discipline professionalizzanti Ostetrica/oInfermiere  
TeoriaPraticaTeoriaPratica

MED47: scienze Infermieristiche Ostetrico Ginecologico

MED45: infermieristica dell'area materno infantile
3860  3Tirocinio opzionale  
MED40: Ostetricia e Ginecologia151
MED38: Pediatria e Neonatologia42
Totale CFU1176

Risulta evidente come i CFU specifici per l’area ostetrica, ginecologica e neonatale, di conseguenza il bagaglio culturale annesso, sono nettamente superiori mentre i CFU della formazione di base (primo anno di corso: anatomia, fisiologia, istologia, embriologia, biologia, chimica e biochimica, genetica medica, fisica, informatica, patologia clinica, patologia generale e fisiopatologia generale, farmacologia, epidemiologia, statistica, medicina del lavoro, medicina legale) rimangono simili al percorso infermieristico.

La competenza viene messa in atto in un determinato contesto per raggiungere un determinato scopo e costituisce il valore aggiunto del professionista in una specifica situazione lavorativa.

Nella mappa delle competenze dell’ostetrica/o, proposta da M. Guana e A. Colosia (Proposta di mappatura delle competenze core dell’ostetrica/o; Lucina 02/09), sono raggruppate nelle macrocompetenze le capacità tecno-professionali, cioè le capacità distintive e affini del processo midwfery (connubio di arte maieutica e scienza), che a loro volta sono declinate in prestazioni professionali in cui si identificano le attività e i comportamenti di competenza dell’ostetrica/o.

La macrocompetenza 8 è specifica dell’assistenza alla donna ginecologica.

La macrocompetenza 8

Relazione: attuazione degli interventi assistenziali ginecologici

Prevenzione secondaria dei tumori dell'apparato genitale femminile

Recupero delle funzioni della zona pelviperineale (rieducazionepelviperineale)

Assistenza alla donna in menopausa

Assistenza alla donna, alla coppia infertile

Assistenza/cura alla donna con patologie ginecologiche benigne

Assistenza/cura alla donna con patologie oncologiche ginecologiche

Assistenza preoperatoria, intraoperatoria e post operatoria negli interventi ginecologici

Assistenza alla donna con patologie infettive dell'apparato genitale

Assistenza alla donna in ambito uro-genitale

Nell’organizzazione di un reparto di ginecologia tali prestazioni professionali si trasformano in attività come:

  • La gestione di ambulatori per la prevenzione e trattamento della sterilità, dell’infertilità di coppia ed applicazioni di tecniche di fecondazione assistita
  • Ambulatori della menopausa
  • Ecografia di primo e secondo livello
  • Ambulatorio uro ginecologico
  • Screening di 2° livello per cervico-carcinoma
  • Laser terapia CO2 delle patologie displastiche di cervice-vagina-vulva
  • Ambulatorio oncologico
  • Ambulatorio di colposcopia (HPV e patologia preneoplastica e neoplastica cervico-vaginale e vulvare)
  • Ambulatorio Pap test
  • Endocrinologia ginecologica e pediatrica
  • Triage ginecologico
  • Ambulatorio ginecologia dell’adolescenza
  • Day hospital ambulatorio prechirurgico
  • Contraccezione maschile e femminile
  • Centro di fecondazione medicalmente assistita
  • UO ginecologia
  • Servizio camera operatoria ginecologica

Il coordinamento ostetrico

Per garantire l’efficienza del servizio, dei bisogni organizzativi e assistenziali il coordinatore deve conoscere e avere una visione di insieme del processo affinché non si creino carenze di intervento e l’appartenenza allo stesso profilo professionale pone l’ostetrica/o nell’ambito ginecologico in cima alla piramide dirigenziale in quanto conosce le specifiche componenti del processo assistenziale.

Inoltre l’ostetrica/o coordinatore di un team di ostetriche permette di sviluppare percorsi di ricerca scientifica, selezione, inserimento, valutazione, formazione e sviluppo al fine di migliorare i risultati dei singoli (tecnical skill) strutturato su una’équipe omogenea di operatori (no tecnical skill) e migliorare l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni erogate, considerando che la qualità non porta ad un aumento dei costi al contrario della disomogeneità nell’operare.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sta ponendo molta attenzione alla medicina genere-specifica, un nuovo approccio alle cure che differenzia l’assistenza tra i soggetti maschi e femmine, personalizzandola secondo l’insorgenza e l’evoluzione della malattia, i sintomi, le diagnosi e prognosi fino ai trattamenti. A queste differenze biologiche vanno aggiunte le diseguaglianze sociali, culturali ed etniche, psicologiche, economiche e politiche.

Come descritto, il sanitario preposto all’assistenza alla donna è l’ostetrica/o che per formazione e capacità, è “una figura specifica caratterizzata da un ruolo preciso, definibile e non interscambiabile e con una polivalenza di funzioni altamente qualificate che le permettono di svolgere attività preventiva, diagnostica e assistenziale”.

L’ostetrica/o è responsabile dell’assistenza erogata con caratteristiche di globalità (assistenza olistica, comprensiva dell’aspetto fisico, emozionale, spirituale) e di personalizzazione (assistenza centrata sulla donna come persona unica con diritto di scelta).

Inoltre, assiste, consiglia, accompagna la donna in ogni fase della sua vita: nascita, menarca, contraccezione, prevenzione, violenza/abuso, concepimento, gravidanza, travaglio/parto, puerperio, menopausa, screening.