Profilassi malattia tromboembolica in travaglio e parto

Scritto il 30/03/2020
da Redazione

Durante la gravidanza, in travaglio e durante il puerperio si determina un cambiamento emocoagulativo verso un’azione pro-coagulante che condiziona un’aumentata incidenza di tromboembolia venosa (TEV). Dopo aver individuato i casi a rischio attraverso l’opportuno screening bisogna iniziare una trombo profilassi anticoagulante con eparina a basso peso molecolare (EBPM) volta a ridurre la mortalità materna.

Precauzioni da tenere durante il travaglio e il parto

L’introduzione di una tromboprofilassi con EBPM in gravidanza solleva il problema della sicurezza in travaglio di parto e in caso di analgesia neuroassiale.

È opportuno rispettare alcuni accorgimenti:

  • In caso di perdite ematiche vaginali anomale durante la gravidanza o se il ginecologo valuta la donna in travaglio la terapia deve essere sospesa
  • Se il taglio cesareo elettivo o induzione del travaglio di parto sono programmati la terapia deve essere sospesa il giorno prima del ricovero (almeno 12 ore prima)
  • È opportuno discutere con gli anestesisti in caso di anestesia neuroassiale in corso di terapia con EBPM per programmare i tempi e l’uso della procedura
  • Al fine di ridurre al minimo il rischio di ematomi peridurali, l’esecuzione del blocco dovrebbe avvenire almeno 12 ore dopo la dose profilattica di EBPM mentre per le donne che ricevono dose più alte almeno 24 ore

La tromboprofilassi postoperatoria del TC è compatibile con il mantenimento in sede epidurale del catetere, purché questo sia ben fissato per evitare la dislocazione accidentale.

Il Ministero della Salute, considerando il rischio emorragico peripartum, ha indicato l’intervallo necessario prima di riprendere la terapia in 6 ore dal parto vaginale e almeno 12 ore dal taglio cesareo (o comunque dal posizionamento del catetere peridurale), con la successiva dose a 24 ore dalla precedente.

Nel post partum il catetere epidurale può essere rimosso dopo 12 ore dall’ultima dose di EBPM la quale può essere somministrata nuovamente dopo almeno 6 ore dalla rimozione dello stesso. In assenza di anestesia neuroassiale e di emorragia post partum la profilassi con EBPM va ricominciata dopo 4 ore dal parto vaginale.

Nel post partum il medico responsabile del travaglio della donna o che ha effettuato il taglio cesareo, deve valutare il rischio per la TEV prima di trasferirla dalla sala parto o operatoria al reparto di degenza. Una nuova rivalutazione verrà eseguita alla dimissione.