Come si diventa Oss, dalla formazione al lavoro

Come si diventa Oss, dalla formazione al lavoro

Scritto il 27/03/2017
da Redazione

Si diventa Oss dopo aver seguito un corso di formazione professionale che le Regioni e le Province autonome organizzano nel rispetto delle disposizioni dell’Accordo Stato-Regioni 22/02/2001.

Chi è l'Operatore Socio Sanitario?

L’Operatore Socio Sanitario (Oss) è una figura di supporto assistenziale che, da un lato, rappresenta un punto di riferimento per i pazienti e, dall’altro, un valido supporto per l’infermiere e per l’intera équipe.

Quella di diventare Oss è una scelta che va affrontata con grande cognizione di causa, perché si tratta di svolgere un lavoro che tocca e coinvolge profondamente la dimensione umana, la propria e quella di chi soffre nel fisico e, quasi sempre, anche nello spirito.

Le attività dell’Oss sono tutte rivolte alla persona, al suo benessere, alla sua autonomia e al rispetto del suo ambiente di vita con l’obiettivo di fornire assistenza diretta, interventi igienico sanitari, supporto organizzativo e formativo.

Se pensi di intraprendere questo percorso, prima di iniziare devi conoscere i passi da muovere per diventare Operatore Socio Sanitario.

Corso OSS, come si diventa Operatore Socio Sanitario

Per diventare Operatore Socio Sanitario occorre frequentare un apposito corso di formazione professionale, seguire lezioni frontali (non sono ammesse modalità di apprendimento a distanza), periodi di tirocinio pratico e superare un esame finale di qualifica.

I corsi OSS professionalizzanti sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, ma occorre ricordare che solo i corsi organizzati da Enti pubblici - come Asl o Aziende Ospedaliere - o da enti privati certificati dalle Regioni e dalle Province autonome, rilasciano regolare qualifica per esercitare.

Il corso per diventare Oss ha un costo che varia dai 1200 ai 3000 euro e dura da un annoa 18 mesi, per un numero non inferiore a 1000 ore, che vengono distribuite per moduli didattici:

  • modulo di base, formazione teorica: numero minimo di ore 200
  • motivazione-orientamento e conoscenze di base
  • modulo professionalizzante: numero minimo di ore 250
  • esercitazioni e laboratori di simulazione: numero minimo di ore 100
  • tirocinio: numero minimo di ore 450

Oltre al corso di qualificazione di base è prevista la possibilità di formazione integrativa per diventare Operatore Socio Sanitario Specializzato (Osss). L'Accordo Stato-Regioni 22/02/2001, quello che disciplina la figura dell'Operatore Socio Sanitario, prevede moduli di formazione integrativa per un massimo di 200 ore di cui 100 di tirocinio. Questi moduli sono utili a maturare specifiche competenze circa specifici contesti operativi e utenti, quali anziani, portatori di handicap, utenti psichiatrici, malati terminali, contesto residenziale, ospedaliero, casa alloggio, ecc.

Alla fine del corso lo studente verrà valutato, con una prova teorica ed una prova pratica, sulle materie di insegnamento (area socio-culturale, istituzionale e legislativa, area psicologica e sociale, area igienico-sanitaria, area tecnico-operativa).

Superato l’esame finale, si è Operatori Socio Sanitari con un titolo spendibile nel mondo del lavoro.

Dove lavora l’Operatore Socio Sanitario?

L’Oss, maturate le competenze tecniche e relazionali richieste, può svolgere la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario, in servizi di tipo socio-assistenziali e socio-sanitari, nelle Rsa o nelle case di cura, in ambiente ospedaliero e al domicilio degli utenti.

L’Oss può lavorare:

  • come dipendente pubblico, partecipando e superando un concorso pubblico
  • come dipendente nel privato tramite assunzione diretta in struttura privata
  • assunzione tramite agenzia interinale
  • assunzione tramite cooperativa
  • in centri di assistenza, centri educativi, comunità di recupero, onlus, ecc.

L’Operatore Socio Sanitario, lavorando in stretta collaborazione con gli altri membri dell’équipe preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale, può trovarsi ad assistere varie tipologie di pazienti: anziani, bambini, disabili, persone con disturbi di salute mentale, ecc.

Con le dovute integrazioni formative, l’Oss può prestare servizio anche in Sala Operatoria e in centrale di sterilizzazione.

In base al setting organizzativo nel quale presta servizio, l'Oss può lavorare su tre turni (mattino-pomeriggio-notte) o su due turni, escludendo il notturno; 

Quanto guadagna l’Oss

Quando si parla di stipendio occorre fare subito la distinzione tra pubblico e privato, altra cosa invece è lo stipendio dell'OSS in Europa.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNNL) disciplina i rapporti di lavoro tra il datore di lavoro (sia esso pubblico o privato) ed il dipendente.

Se nel pubblico l’applicazione dei CCNL vale per tutti i dipendenti del settore disciplinato, nel privato l’applicazione dei CCNL ha valore solo per alcuni dipendenti iscritti ai sindacati e solo se i datori di lavoro fanno parte dell’associazione che ha partecipato alla stipula e alla firma del contratto in questione.

Fatta questa premessa, stando all’ultimo aggiornamento (2009) e ricordando che l’Oss rientra nella categoria B:

Nel pubblicoNel privato
1.479 euro (retribuzione minima mensile)1.436 euro

Il settore privato, tuttavia, offre una forbice molto ampia in termini di retribuzione: non mancano, infatti, testimonianze dirette di Oss che percepiscono 900 euro al mese o di chi, anche grazie a scatti di anzianità, ore di straordinario, turni notturni e festivi raggiunge i 1.550 euro mensili.