Luca: “Lavorare in sala operatoria è una vera conquista”

Scritto il 08/12/2016
da Paola Botte

Off limits. In questo modo è considerata la sala operatoria. Una zona sottoposta a rigide misure di sicurezza, il cui ingresso è riservato al personale autorizzato. Far parte di quei pochi eletti che possono accedervi è certamente un privilegio acquisito con l'esperienza e la formazione.

Operatore Socio Sanitario

La storia di Luca, Oss in Sala Operatoria

Luca è uno di quegli Oss che, attraverso un processo di professionalizzazione interno, è riuscito ad entrate nell'équipe del Blocco Operatorio.

La mia formazione professionale è iniziata circa dieci anni fa, con un corso per Oss frequentato in Calabria, nel mio paese di origine - racconta Luca - All'epoca non avevo minimamente idea delle responsabilità che avesse un operatore. Pensavo, come la maggior parte delle persone, che un Oss dovesse limitarsi ad eseguire gli ordini dettati da medici e infermieri.

Con il tempo ho scoperto che gli operatori socio sanitari hanno dei compiti che sono alla base della catena assistenziale e per questo considerati fondamentali per l'ottima riuscita del lavoro finale. Concetto che diventa ancora più chiaro se parliamo della sala operatoria dove l'Oss fa parte dell'équipe operatoria.

Quando Luca ha iniziato il percorso lavorativo all'interno del Blocco operatorio non poteva credere che proprio a lui avessero offerto la possibilità di acquisire competenze che fino ad allora erano state esclusive degli infermieri.

Ricorda ancora il carico di responsabilità che ha sentito dopo essere entrato in centrale di sterilizzazione, dopo aver assistito dal vivo ad un intervento.

Tante volte mi ero occupato della decontaminazione e sterilizzazione del materiale, ma mai come quel giorno in cui ho assistito all'operazione chirurgica avevo ben capito l'importanza della sterilità.

Accompagnare un paziente all'intervento, posizionarlo sul letto operatorio e vedere la cura e l'attenzione che anestesisti, infermieri e chirurghi prestano per evitare traumi e infezioni, vuol dire comprendere a pieno il significato del nostro lavoro. Vale a dire, essere responsabili della vita di qualcuno. E da quel momento anche io facevo parte di quel processo

L'Oss di sala è una figura che è nata per migliorare l'organizzazione dei comparti operatori, al fine di fornire al paziente un'esperienza quanto più serena e sicura possibile.

Dividere le competenze vuol dire valorizzare i ruoli presenti all'interno dell'équipe; con la presenza dell'Oss in sala, l'infermiere può concentrarsi sulle sue attività specifiche senza sentirsi sottostimato, mentre l'operatore può acquisire conoscenze che lo gratifichino maggiormente.

L'Oss che fa parte del Blocco operatorio svolge numerosi ruoli in base a dove si trova - afferma Luca - Se svolge attività esterne alla camera operatoria, si occupa di rifornire il carrello dei presidi con zoccoli, mascherine, camici etc. Se si trova nella centrale di sterilizzazione ha il dovere di controllare il corretto funzionamento delle macchine, di sterilizzare il materiale e verificarne la buona riuscita. Se deve entrare in sala operatoria, si occupa di accogliere il paziente e insieme all'infermiere di sala di compilare la check list.

Dopo aver sanificato il letto operatorio, deve posizionare il paziente per l'intervento e assicurarsi che le apparecchiature funzionino. Io di solito collaboro con lo strumentista per aprire il materiale sterile e preparare il campo operatorio. E al risveglio mi occupo di controllare i drenaggi e i parametri del paziente.

Credo che per gli Oss valicare la soglia della sala operatoria sia stata un'enorme conquista. Far parte di un'équipe esclusiva, dopo un adeguato percorso d'inserimento, mi rende pieno di orgoglio e più consapevole del mio lavoro.

Il consiglio che mi sento di dare a tutti gli Oss è di non sottovalutare mai quello che fanno, perché è un lavoro bellissimo e pieno di potenziale né, al contrario, di lasciarsi sopraffarre dalla superbia

Capita spesso che in alcune strutture poco professionali si affidino agli Oss ruoli che non gli competono, solo per risparmiare sul personale. È in questi casi che bisogna saper dire di no ed essere consapevoli del proprio ruolo, fatto anche di limiti.

L'autonomia acquisita da Luca lo ha motivato ed è nata in lui la volontà di migliorarsi e di continuare a formarsi con corsi di aggiornamento e stage all'estero.