Broset Violence Checklist: prevenire comportamenti violenti

Scritto il 29/03/2016
da Tania Buttiron Webber

Broset Violence Checklist

Validazione italiana a cura di Stefano Terzoni, Paolo Ferrara, Annalisa Lo Giudice e Anne Destrebecq dello strumento valutativo da utilizzare su pazienti psichiatrici.

GENOVA. Tra le figure professionali, quella dell’infermiere risulta essere maggiormente coinvolta nel dover fronteggiare condotte aggressive da parte di pazienti, in particolare modo di pazienti psichiatrici ricoverati all’interno dei Servizi di diagnosi e cura (SPDC).

L’infermiere si trova maggiormente coinvolto in quanto è la figura che si trova a stretto contatto con il paziente e si trova spesso in condizioni caratterizzate da vulnerabilità, frustrazione o perdita di controllo da parte del paziente, soprattutto quando quest’ultimo si trova sotto l’effetto di droghe o alcool.

Risulta di fondamentale importanza quindi, che il professionista sia in grado di prevedere e prevenire atti di violenza, da parte del paziente, per garantire la propria sicurezza e quella degli altri, mantenendo un ambiente sicuro e protetto e che garantisca la qualità delle cure erogate.

La valutazione deve caratterizzarsi per un giudizio globale basato sull’osservazione clinica della persona (Nijman H et al., 2002) ma anche sull’utilizzo di strumenti in grado di supportarla allo scopo di individuare, in particolare nel breve periodo, un profilo di caratteristiche e manifestazioni del paziente che sia predittivo di un agito violento (Bjorkdahl A et al., 2006).

La Broset Violence Checklist (BVC), si è dimostrata semplice e di veloce compilazione, ottimo strumento di supporto nell’attività infermieristica.

Creata in Norvegia da Almvik e collaboratori e successivamente validata e utilizzata in diversi contesti psichiatrici europei ha dimostrato un buon livello di predittività nei confronti di azioni violente, con valori di sensibilità compresi tra il 63% e il 65,6% e valori di specificità tra il 92% e il 99,7%.

La BCV è uno strumento per la previsione a breve termine, 24 ore, di comportamenti violenti da parte del paziente ricoverato.

Si compone di 6 indicatori che corrispondono a 3 caratteristiche e 3 comportamenti della persona valutata:

- confusione: disorientamento spazio, tempo, persone
- irritabilità: la persona si infastidisce o si arrabbia facilmente, poco tollerante
- clamorosità: comportamento chiassoso, alza la voce sbatte le porte
- minacce verbali: minacce o intimidazioni, attacchi e abusi verbali, insulti aggressivi
- minacce fisiche: atteggiamenti palesemente aggressivi, come ad esempio alzare un braccio o una gamba, accennare a colpire
- crisi pantoclastica: attacco diretto a un oggetto, per esempio lancio di oggetti, sbattere rompere finestre, mobili.

Ad ogni indicatore viene attribuito un punteggio: 0 (assente), 1 (presente) per un totale di 6 punti. Aumentando il punteggio aumenta il rischio di violenza fisica.
In accordo con le conclusioni presentate dagli autori vengono considerati ad alto rischio di violenza nelle 24 ore successive tutti i pazienti che presentano un punteggio uguale o maggiore a 2.


Lo studio è stato condotto all’interno di due servizi psichiatrici di diagnosi e cura dell’Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano, includendo tutti i pazienti maggiorenni ricoverati presso i due servizi da dicembre 2013 a marzo 2014.

E’ stato utilizzato il metodo di validazione della ritraduzione (back translation) in cui la versione originale della scala è stata tradotta in italiano da due persone senza che si confrontassero; le due versioni sono poi state integrate in un unica versione italiana che a sua volta è stata sottoposta ad una ritrazione da parte di una terza persona. La versione ritradotta in inglese è stata sottoposta all’autore che ne ha confermato la corrispondenza del contenuto e l’attendibilità rispetto all’originale.

Ancora una volta le scale di valutazione per gli infermieri si dimostrano un utile strumento di supporto per l’attività assistenziale.