Infermieri dall'India, Nursind: piuttosto valorizzare i nostri

Scritto il 03/07/2024
da Redazione

Non è questo il modo corretto per affrontare la questione e contrastare la continua e cronica insufficienza di infermieri negli ospedali dell'Emilia-Romagna. Così il Nursind intervenendo in merito alla notizia che i dirigenti dell'ospedale ortopedico Rizzoli (Anselmo Campagna) e del policlinico Sant'Orsola di Bologna (Stefano Durante) avrebbero comunicato in Commissione Sanità del Comune di essere in trattativa con il ministero della Salute per fare arrivare entro fine anno infermieri dall'India, sopperendo così alla carenza di personale del comparto nelle due importanti strutture sanitarie della città.

Rodigliano: maggiori risorse per valorizzare lavoro di chi è già in prima linea

Anche se c'è il problema della lingua, l'India è l'unico Paese in grado di fornire un numero notevole di infermieri e quindi di esportarli, ha spiegato Durante anticipando che al Sant'Orsola dal mese di settembre partirà una “campagna acquisti” non solo per infermieri, ma anche per altre figure sanitarie carenti, come tecnici di diagnostica e della riabilitazione e fisioterapisti.

Bisogna puntare piuttosto ad attrarre i nostri professionisti, che invece scappano dal pubblico, garantendo loro incentivi, prospettive di valorizzazione e politiche di welfare che possano migliorare le condizioni di lavoro nelle nostre aziende, suggerisce Antonella Rodigliano, segretaria regionale del Nursind, che da tempo denuncia gestioni aziendali difficili che non consentono agli infermieri italiani di conciliare nel migliore dei modi i tempi di vita e di lavoro.

Il problema è rimasto inascoltato, pertanto non ha fatto che inasprirsi, denuncia sottolineando che le posizioni espresse dalle due aziende sanitarie bolognesi sarebbero comprensibili se sinora avessero adottato misure ed iniziative rivolte a migliorare le condizioni lavorative dei professionisti italiani, valorizzandone la figura.

Servono maggiori risorse per valorizzare il lavoro di chi è quotidianamente in prima linea al fianco dei pazienti ed interventi concreti per migliorare la gestione organizzativa all'interno delle aziende sanitarie della regione – rimarca -. La priorità oggi poi non è quella di istituire nuove figure apicali e dirigenziali, non è questo il momento per iniziative di questo genere.

Sappiamo che la coperta è corta, ricorda inoltre la sindacalista rispondendo all'assessore regionale Raffaele Donini, secondo il quale alla base della carenza di personale ci sarebbe anche un problema di carattere economico riguardo alle remunerazioni.

Anziché ricorrere ad infermieri da altri Paesi si dovrebbero utilizzare le risorse messe a disposizione per rendere maggiormente attrattiva la professione perché se già adesso non ci sono infermieri sufficienti, a breve andremo incontro ad una crisi che rischia di essere irreversibile.

Continuare a garantire ai cittadini un servizio di eccellenza, come quello erogato in Emilia-Romagna dove la sanità ha un livello qualitativo oggettivamente superiore rispetto a tante altre regioni, passa necessariamente da un livello di qualità del lavoro dei professionisti che non va né depotenziato e nemmeno messo in difficoltà da condizioni economiche inadeguate, conclude Rodigliano, sottolineando come tuttavia la mancanza di personale e i costi eccessivi di gestione sanitaria rischino di ridurre tale eccellenza.

Segnala che già ora, nonostante le strategie messe in campo dalla regione per ridurre i tempi di attesa e per alleggerire i Pronto soccorso grazie ai Cau, i cittadini stiano lamentando ancora difficoltà a prenotare visite ed esami in tempi accettabili e gli ospedali e le case di Comunità sono ancora contenitori vuoti senza i professionisti per farle funzionare.

Puntiamo sul fatto che al Sant'Orsola si fa ricerca, formazione di alto livello e innovazione. La struttura ha un certo blasone, quindi c'è la possibilità di riconoscimenti di carriera, le persone trovano le loro gratificazioni e restano, senza pericolo che si spostino sul territorio, ha fatto sapere Durante nel corso dell'incontro in Commissione sanità auspicando che l'annunciata campagna di reclutamento vada a buon fine in attesa degli infermieri indiani.

La mancanza di personale sanitario, soprattutto infermieristico, non è solo di tipo economico ma riguarda anche le aspettative – spiega -. Il percorso di laurea esiste dal 1996 ma non si sono mai concretizzati quegli avanzamenti, anche in termini di autonomia della professione, che erano stati prospettati, spiega.

Intanto le direzioni ospedaliere bolognesi prevedono già che entro fine anno - solo per pensionamenti, dimissioni e mobilità - se ne andranno circa 800 persone. L'allarme è lanciato anche dalla Cisl, secondo la quale, considerando la carenza di circa 400 sanitari di vari profili registrata ad inizio 2024 rispetto al biennio precedente, mancheranno complessivamente alla sanità pubblica della città circa 1200 unità.

Non si trova personale sanitario. Pertanto, devono essere attivate tutte le leve che possono incentivare le assunzioni, come utilizzare fino all'ultimo tutte le graduatorie esistenti e programmare i bandi futuri - suggerisce la Cisl -. Noi stiamo insistendo molto anche su come rendere più appetibile questo territorio: ci sono costi alti, soprattutto per quanto riguarda le abitazioni. È un problema che riguarda tutti i lavoratori e che va affrontato.