Aderiscono a sciopero virtuale 462 dipendenti IRCCS su 700

Scritto il 02/07/2024
da Redazione

È uno "sciopero 2.0" quello di martedì 2 luglio all'ospedale Irccs Materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste, al quale hanno aderito virtualmente 462 lavoratrici e lavoratori su oltre 700 dipendenti ospedalieri, raccogliendo inoltre oltre 2.300 messaggi di solidarietà. Lo sottolinea Stefano Bressan, segretario regionale di Uil-Fpl Sanità del Friuli Venezia-Giulia, al presidio davanti all'ospedale triestino.

Nursind e Uil FVG: garantire copertura richiami al Burlo

Il presidio organizzato da Uil Fpl FVG e Nursind davanti all'IRCCS Materno Infantile "Burlo Garofolo" di Trieste

Oltre alle precettazioni decise dalla direzione del Burlo, spiegano i lavoratori in protesta, quasi tutti gli aderenti hanno comunque deciso di assicurare le cure alle mamme e ai piccoli pazienti, pur appoggiando la mobilitazione promossa da Uil-Fpl e Nursind, contro il taglio delle risorse aggiuntive regionali (Rar) nella sanità triestina, che solo per il Burlo hanno visto un taglio di 381.000 euro su 500.000.

Risorse destinate a coprire gli straordinari, reperibilità e richiami in servizio, oltre a quelli previsti nel contratto. I dipendenti incrociano le braccia, spiega Bressan, in primo luogo perché non vi è una garanzia della copertura economica dei 380.000 euro che sono stati tagliati a fronte della perequazione delle Rar tra le tre aziende sanitarie regionali, nemmeno tutto l'importo è stato chiesto da questa direzione alla Regione. Non vi è garanzia di una tempistica, e nemmeno che questo importo verrà garantito per il prossimo anno.

Luca Petruz, segretario regionale del Nursind, il sindacato degli infermieri, evidenzia che la mobilitazione viene fatta per garantire anche al Burlo quello che è stato garantito sia all'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale sia all'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, cioè che i richiami in servizio dovuti alla cronica carenza di personale in tutte le aziende della nostra regione vengano pagate - sottolinea - non con le stesse risorse che vanno destinate al personale, quindi progetti strategici pagati dal fondo dei lavoratori, bensì vengano pagate col bilancio aziendale. L'azienda deve garantire attraverso il proprio bilancio che vengano coperti i turni, e che venga garantita l'adeguata necessità di tutti i reparti a li vello di personale, sia infermieristico sia di tutto il comparto, conclude il segretario.

Per il segretario regionale Uil del Friuli Venezia-Giulia, Matteo Zorn, il punto è che si penalizza il comparto che è quello che 'tira la carretta'. Devono essere fatte tutte altre politiche, che diano incentivi economici e di condizioni di lavoro a chi lavora nel comparto, sennò la fuga dal pubblico al privato continuerà, conclude.