Infermieri troppo anziani per stare in corsia

Scritto il 08/02/2024
da Redazione

Gli infermieri laziali invecchiano e sono troppo anziani per stare in corsia. Poiché la Sanità del Lazio scarseggia di infermieri più giovani, le strutture sanitarie sono mandate avanti da infermieri ormai con i capelli grigi che continuano a svolgere prestazioni ed attività delicate, psicologicamente stressanti e fisicamente usuranti. La denuncia sulla preoccupante situazione del personale sanitario del Lazio arriva da Nursing Up, il sindacato infermieristico, che ha inviato una nota al Presidente Francesco Rocca.

Lazio, oltre 21mila infermieri in pensione entro 3 anni

corsia ospedale

La maggioranza degli infermieri laziali in servizio è troppo anziana per stare in corsia.

Da una recente indagine emerge che su oltre 24mila infermieri che costituiscono il servizio sanitario regionale la maggioranza in servizio ha più di 50 anni.

Sono oltre 21mila gli infermieri ultrasessantenni che andranno in pensione entro tre anni, 1837 di età compresa tra i 65 e i 66 anni e 19.204 tra i 60 e i 64 anni. Ma sono costoro che permettono agli ospedali laziali e a quelli della capitale di resistere ancora, almeno sino al 2027.

Risulta inoltre che a circa 6500 infermieri è stato riconosciuto il minor aggravio, ossia sono stati esonerati da alcune attività più gravose, dai carichi nonché dal turno notturno, dalle guardie e dalle reperibilità.

Si tratta generalmente di soggetti con decenni di servizio sulle spalle che, affaticati, iniziano ad ammalarsi delle tante patologie legate all'età. Tuttavia, tra questi infermieri malati o invalidi esiste una minoranza che ha ottenuto comunque questo esonero, evitando così attività e reparti più pesanti presentando documentazione relativa alle proprie patologie o a condizioni familiari.

Considerando il numero elevato di esoneri, la Regione Lazio ha deciso di fare chiarezza per individuare chi ha effettivamente il diritto a svolgere un lavoro meno pesante e stanare eventuali furbetti.

Da una prima analisi condotta dalla Regione risulta che nella Asl Roma 2 - ma i dati percentuali sono comuni sia nella Asl Roma 1 che nell'azienda ospedaliera Sant'Andrea - ben 177 infermieri non possono svolgere il turno notturno e compiere sforzi particolari, 237 dipendenti hanno tra i 30 e 40 anni di servizio, e 668 tra i 20 e i 29 anni. Risulta anziano anche il personale socio-sanitario, il 59% nell'azienda della capitale e il 61% in tutto il Lazio.

L'invecchiamento del personale sanitario in servizio appesantisce inoltre il problema della carenza d'organico. Poiché vanno in pensione più persone di quelle che vengono assunte, il turnover del Lazio ha portato ad una contrazione del personale infermieristico, come segnala Agenas, l'Agenzia nazionale dei servizi sanitari.

Pertanto la Regione, oltre ad individuare tra il personale soggetti che non hanno diritto al minor aggravio, dovrà provvedere, nonostante le ristrettezze di bilancio, ad implementare gli organici con maggiori assunzioni al fine di garantire che nelle strutture sanitarie siano assicurate sia l'esperienza data degli operatori sanitari più anziani sia l'energia portata dai più giovani, necessaria per svolgere determinate attività più faticose ed impegnative.