Emilia-Romagna, Nursind: Direttori assistenziali inopportuni ora

Scritto il 06/02/2024
da Redazione

Le nomine dei nuovi direttori assistenziali nelle aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna sono una scelta inopportuna in un momento di tagli e professionisti sotto stress. A sostenerlo è Antonella Rodigliano, segretaria regionale del Nursind, il sindacato degli infermieri.

Rodigliano: poche risorse, invece di nomine dare fondi a personale

bandiere nursind

L’Emilia-Romagna, Regione che per prima in Italia ha istituito questo ruolo supportata fortemente dagli Opi regionali, sta procedendo a nominare nelle varie strutture sanitarie i nuovi direttori assistenziali, una nuova figura apicale che arricchisce la direzione strategica aziendale.

Ma quelle che stanno arrivando in questi giorni sono nomine che non gratificano i professionisti in prima linea, lamenta la segretaria regionale del Nursind Emilia-Romagna, Antonella Rodigliano.

Nessuna contrarietà alla figura in sé ma riteniamo si tratti di una scelta inopportuna in un momento di continui tagli e con un'intera categoria di professionisti sanitari costantemente sotto stress

La prima nomina, con incarico all'Ausl di Bologna, lo scorso dicembre è stata per Stefania Del Rio, infermiera. All'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola è stato invece destinato Stefano Durante, tecnico di radiologia Medica. Sarà direttore assistenziale dell'Ausl della Romagna (Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena) Mauro Taglioni, infermiere.

Responsabile della governance, il direttore assistenziale affianca, con forte sinergia ed integrazione, il direttore generale, il direttore sanitario e quello amministrativo. Partecipa alla definizione delle politiche aziendali, al perseguimento degli obiettivi e alla mission definendo le strategie di governo delle professioni sanitarie sia negli ospedali che nei contesti di cura territoriali e domiciliari.

È una quarta figura dirigente, altamente qualificata, che ha il compito di sviluppare modelli organizzativi innovativi e nuove competenze delle professioni sanitarie, migliorando altresì la qualità dell'assistenza e dei servizi erogati.

Ma per il Nursind Emilia-Romagna sono nomine che arrivano in un momento inopportuno, perché facciamo ancora i conti con piante organiche carenti, liste di attesa da smaltire, scarsa organizzazione, straordinari non retribuiti ed infermieri poco gratificati.

Rodigliano sostiene che sarebbe stato meglio destinare le poche risorse a disposizione in un altro modo, gratificando davvero i professionisti sanitari. Si potevano disporre ad esempio nuove assunzioni che avrebbero permesso di smaltire anche le liste di attesa – aggiunge - invece si è deciso diversamente, tra l'altro con costi importanti perché attorno alla figura del direttore assistenziale ci sono altri dirigenti che lavoreranno insieme.

Insomma, secondo il Nursind si starebbero portando importanti risorse verso direzioni sbagliate, conclude la nota segnalando che, nonostante i problemi siano evidenti, nell'organizzazione interna delle strutture sanitarie la gestione non sarebbe cambiata: Ci chiediamo pertanto con quale criterio un nuovo direttore assistenziale possa migliorare un ospedale e gratificare un'intera categoria se alla base rimane tutto uguale.