Oms: La salute sia al centro dei negoziati della Cop27

Oms: La salute sia al centro dei negoziati della Cop27

Scritto il 07/11/2022
da Monica Vaccaretti

Il clima è salute. Lo ribadisce l'Organizzazione Mondiale della Sanità che partecipa, come organo delle Nazioni Unite, alla Cop27 che si svolge a Sharm El-Sheikh in Egitto dal 6 al 18 novembre 2022. Alla Cop27 l'Oms ha convocato la comunità sanitaria globale, facendosi custode di ben 32 indicatori di salute su obiettivi di sviluppo sostenibile, 17 dei quali sono influenzati dal cambiamento climatico ed hanno un impatto significativo sulla salute dei bambini. I lavori si svolgeranno per due settimane intense presso il Padiglione Salute. Sotto un'installazione artistica a forma di polmoni umani, l'Oms porterà evidenze scientifiche e proporrà iniziative e soluzioni per massimizzare i benefici per la salute derivanti dalla lotta ai cambiamenti climatici che potranno essere adottati in ogni regione del mondo a tutela di ogni comunità.

Il miglioramento della salute umana è responsabilità di ogni essere umano

L'Oms auspica che la Cop27 possa diventare una concreta opportunità di crescita per generare una più forte e coesa azione per il clima

La XXVII Conferenza delle Parti - nota come COP (Conference of Parties) dell'UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) - è una conferenza internazionale annuale organizzata dalle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici alla quale partecipano tutti i Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro, un trattato ambientale sul riscaldamento globale che fu firmato per la prima volta nel 1992 a Rio de Janeiro.

È un importante summit della Terra per il clima, la cui edizione 2022 si svolge sotto la presidenza dell'Egitto, che si rinnova ogni anno con l'adozione di protocolli aggiornati che gli Stati si impegnano a rispettare per contrastare gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici in atto in tutto il mondo.

È un vertice che diventa un evento planetario di alto livello da cui dipende la sorte di ciascuno. In un comunicato stampa rilasciato dalla sede europea a Ginevra alla vigilia dei colloqui internazionali, l'Oms ribadisce che la salute deve essere al centro dei negoziati della Cop27 poiché la crisi climatica continua a far ammalare le persone e rappresenta una seria minaccia per la vita. Recenti studi stimano infatti che entro il 2030 ci sarà un allarmante aumento della mortalità annuale (+ 250.000 decessi) a causa delle patologie correlate all'inquinamento e al riscaldamento per effetto dei gas serra e a causa dei sempre più diffusi disastri ambientali.

Per affrontare questa crisi sono necessari sostanziali progressi. Le parole non bastano più perché quel domani che il mondo temeva è purtroppo già qui. L'emergenza climatica è in anticipo sui tempi che l'uomo aveva previsto nelle precedenti Conferenze sul clima. Secondo l'Oms la Cop27 dovrebbe urgentemente concentrarsi su quattro obiettivi fondamentali - mitigazione, adattamento, finanziamento e collaborazione – e mantenere vivo l'obiettivo, sancito nell'accordo di Parigi, di impegnarsi a non superare la soglia limite di 1,5° C di aumento della temperatura del pianeta.

L'Oms si auspica che la Cop27 possa diventare una concreta opportunità di crescita per generare una più forte e coesa azione per il clima, perché il cambiamento climatico sta già incidendo sulla salute delle persone e continuerà a farlo ad un ritmo accelerato a meno che non vengano presi provvedimenti urgenti. Il Direttore generale Tedros Ghebreyesus ha sottolineato quanto sia fondamentale che i leader e i responsabili delle decisioni si uniscano alla Cop27 per mettere la salute al centro dei negoziati poiché il cambiamento climatico sta rendendo milioni di persone malate o più vulnerabili alle malattie in tutto il mondo e la crescente distruttività degli eventi meteorologici estremi colpisce in modo sproporzionato le comunità povere ed emarginate.

La salute è circolare

Significa che la salute dell'uomo dipende dalla salute degli ecosistemi che lo circondano. La deforestazione, i cambiamenti nell'uso del suolo, il rapido sviluppo urbano minacciano grandemente questi ecosistemi delicati che la massiccia ed invadente attività umana rende instabili. Non siamo più in equilibrio con gli altri equilibri. Stiamo invadendo con prepotenza gli habitat animali e questo profondo sconfinamento aumenta un'altra minaccia che la recente pandemia dovrebbe averci insegnato. Stiamo dando infatti l'opportunità a tanti virus dannosi per l'uomo di fare il salto di specie, lo spillover dalla specie animale a quella umana. Tra il 2030 e il 2050 le previsioni sono cupe: il cambiamento climatico peggiorerà drammaticamente la mortalità.

Si morirà di più per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da caldo. Una cattiva salute aumenterà anche i costi della spesa sanitaria per curare e curarsi. Stiamo già sperimentando sulla nostra pelle cosa sono le intense ondate di caldo e di siccità. In molte zone geografiche le inondazioni devastanti, gli uragani e le tempeste tropicali sono fenomeni già in corso che diventano ogni volta più frequenti e più distruttivi. Tutti questi fattori di sconvolgimento climatico impattano grandemente sulla salute dell'uomo. Siccome quanto adottato sinora nei vari protocolli non è sufficiente o non è sufficientemente rispettato da tutti gli Stati, è molto probabile che anche la salute pubblica mondiale subirà un veloce peggioramento.

Occorre pertanto andar oltre l'impegno di Glasgow. Era il 2021, soltanto un anno fa. Eppure il clima peggiora ad ogni anno che passa e i suoi effetti non si fermano se i governi non agiscono concretamente. È evidente che non basta impegnarsi, occorre onorare l'impegno. Non serve soltanto un cambiamento di marcia nella risoluzione del cambiamento del clima. Poiché abbiamo già da tempo acquisito la consapevolezza della minaccia, ora è necessario contrastarla in maniera efficace e coordinata. Allontanarla è impossibile, lasciarla alle next generation non è etico, ignorarla è da irresponsabili.

L'Oms, nel suo intervento programmatico, chiede ai governi del mondo di condurre una graduale eliminazione dei combustibili fossili ma che sia giusta, equa e rapida. Sollecita la transizione verso l'energia pulita per rendere migliore il nostro futuro migliorando la qualità dell'aria, del suolo e dell'acqua e quindi della vita di ogni ecosistema. Per mantenere tale impegno l'Oms ritiene che sia auspicabile firmare un trattato di non proliferazione dei combustibili fossili altamente dannosi per l'atmosfera per incoraggiare la decarbonizzazione.

Siamo di fronte ad una sfida epocale che non coinvolge soltanto i leader riuniti alla Cop27. Quei governi riuniti in Egitto sono in fondo i cittadini del mondo. Il miglioramento della salute umana è responsabilità di ogni essere umano, che a sua volta deve sentirsi naturalmente responsabile di ogni essere vivente verso il quale e contro il quale egli agisce, irresponsabilmente. Secondo l'Oms è essenziale che ogni cittadino si impegni attivamente e partecipi alla promozione della salute contribuendo a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. A tal fine suggerisce ad esempio di contribuire alla creazione di spazi verdi per facilitare la mitigazione delle ondate di calore, di diminuire l'esposizione all'inquinamento atmosferico, di aderire alle campagne per la limitazione del traffico locale e per il miglioramento dei trasporti pubblici.

L'Oms riconosce che bisogna costruire resilienza e rafforzare i sistemi alimentari e sanitari, perché l'impatto del cambiamento climatico si farà sentire maggiormente nei prossimi anni. Occorre garantire la sicurezza alimentare e potenziare i centri sanitari così che siano in grado di affrontare i problemi di salute delle persone. La politica internazionale ha tante sfide attuali ed urgenti che necessitano di strategie condivise. La politica climatica, in discussione a Sharm el Sheikh, non è la meno importante perché da essa dipende la salute del nostro pianeta.

L'Oms ritiene che se i governi mettessero davvero la salute al centro delle loro agende, la politica climatica aiuterebbe a realizzare un pianeta con aria pulita, acqua dolce e cibo più abbondanti e sicuri, sistemi sanitari e protezione sociale più efficaci ed equi. Sostanzialmente ci sarebbero persone più sane. Non è vita buona e bella senza la salute. Perché allora continuiamo ad inquinare e a lasciarci ammalare?