L'acqua lava via tutto, ma non le colpe

L'acqua lava via tutto, ma non le colpe

Scritto il 19/09/2022
da Monica Vaccaretti

Non c'è angolo di costa che non sia balneare. Non c'è cura dei letti dei fiumi, c'è l'incuria per mancanza di soldi, ce ne vogliono sempre tanti per fare qualsiasi cosa, soprattutto le cose ben fatte. Manca la consapevolezza del rischio ambientale e manca la sicurezza, anche se ne parliamo continuamente certi piani e progetti sembrano scritti sull'acqua. Dove sono le valutazioni idrogeologiche del territorio? Siamo sempre i primi e i più bravi ad intervenire con i volontari delle varie Croci e della Protezione Civile sui luoghi dei disastri, mai a prevenire. L'acqua lava via tutto, ma non le colpe. Quelle restano, come le impronte di quegli stivali sul fango.

Siamo fatti d'acqua

Non c'è cura dei letti dei fiumi, c'è l'incuria per mancanza di soldi, ce ne vogliono sempre tanti per fare qualsiasi cosa, soprattutto le cose ben fatte.

Siamo fatti d'acqua. Due molecole di idrogeno e una di ossigeno. Siamo un composto chimico. C'è acqua dentro alla cellula, negli spazi extracellulari, nei tessuti e negli organi. Cuore, cervello e polmoni ne sono intrisi. Sono spugne. Il sangue è acqua per il 90%. I reni la filtrano, i muscoli si rattrappiscono senza, la pelle è più bella e sana se idratata, persino le ossa dure e compatte sono più elastiche se contengono la giusta dose d'acqua nel midollo.

Il corpo umano ne contiene circa 42 litri. Possiamo durare sino a 50 giorni senza cibo ma soltanto due o tre senza acqua. Ne abbiamo bisogno, come per respirare, ogni giorno per stare bene, ne servono circa 2 litri e mezzo per mantenere un equilibrio idrico che ci permette di funzionare con efficienza. Siamo una macchina perfetta che va ad acqua. È a zero calorie ma è il miglior carburante per vivere.

Per buona parte della nostra sostanza siamo allo stato liquido in un corpo solido. È la distanza e la forza tra i legami covalenti polari che legano i tre atomi di cui siamo composti a renderci con tale forma. Un liquido incolore ed insapore, che si modifica in base alla temperatura e alla pressione atmosferica diventando vapore o ghiaccio, ci dà la vita.

L'acqua è alla base di ogni forma di vita conosciuta. È l'elemento di cui è fatto anche l'universo, perché ossigeno ed idrogeno sono i suoi elementi più abbondanti. Molecole d'acqua sono state rintracciate nelle nubi interstellari della nostra galassia, come la Via Lattea, e sulla Luna. C'è acqua, allo stato di ghiaccio, sulle comete. Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatte le stelle, narrava Shakespeare. La scienza di oggi ha dato ragione alla poesia di allora.

Siamo fatti di idrogeno, elio, carbonio, azoto, ossigeno. Elementi semplici che compongono il cosmo, il mondo organico in cui viviamo, il corpo umano. Siamo polvere di stelle. Le stelle sono dentro di noi: nell'azoto del Dna, nel calcio dei denti, nel ferro del sangue, nel carbonio di tutta la materia. Siamo una tavola periodica.

La percentuale dell'acqua nel corpo umano varia a seconda dell'età della vita che ci scorre nelle vene, l'80% di cui siamo impregnati appena veniamo al mondo diminuisce sino al 50% da vecchi quando le funzioni vitali rallentano e si diventa lenti e secchi, rugosi e raggrinziti. È fisiologico, da vecchi ci si dimentica di berla, viene meno il senso della sete. Mediamente siamo fatti del 70% d'acqua, la stessa del nostro pianeta. Pare una strana coincidenza. Siamo acqua in un pianeta d'acqua, dove soltanto il 30% è fatto di terra. Il resto è oceano, mare, lago, fiume. Etimologicamente, acqua significa onda. Siamo esseri fluidi con un rivestimento che ci contiene. Che dà corpo all'acqua.

L'acqua cerca l'acqua. L'uomo, sin dalla sua comparsa, costruisce la sua casa nei pressi di un corso d'acqua. Tutte le città del mondo hanno un fiume che le attraversa. E la forza di una comunità, per il suo sostentamento, sta nella quantità d'acqua disponibile. Dalla pastorizia all'industria, ogni attività umana richiede questo prezioso elemento naturale. Dal pane alla fusione nucleare. L'acqua dà energia. Come diceva Nelson Mandela, secondo il quale l'acqua è democrazia, essa è un elemento centrale del tessuto sociale, economico e politico di ogni Paese, di ogni continente, del mondo.

Anche i sistemi sanitari si reggono grazie alla risorsa dell'acqua che ha un valore enorme per la salute dell'uomo. Avere accesso all'acqua di cui siamo fatti è un diritto inalienabile per ogni uomo che deve poterne avere disponibilità facilmente. Acqua potabile e acqua per i servizi igienici della persona sono un bene primario. La sua mancanza è fonte di gravi problemi di salute causando malattia e morte.

L'acqua nasce dall'acqua, dalla sua evaporazione, in un ciclo vitale e circolare che si rinnova ad ogni pioggia. Per millenni c'è stato un equilibrio tra l'uomo e l'acqua. Ci disseta, ci rinfresca, ci lava. Ci dà il cibo. Ci pulisce le ferite. Ci dà sollievo dalla febbre. Ci entra dentro, vi ci tuffiamo. L'abbiamo lasciata libera, poi abbiamo imparato anche ad incanalarla e a controllarla, costruendo argini e dighe a nostro piacimento, avendone comunque cura.

Poi abbiamo incominciato a sfruttarla, a dimenticare quanto sia una risorsa preziosa per tutti. A darla per scontata. A farla pagare, anche a peso d'oro. A consumarla, a sprecarla senza criterio come fosse eterna. È un bene insostituibile, non si può creare. Non ne abbiamo potere, nonostante tutta la nostra scienza. Ne conosciamo la formula chimica ma non sappiamo ricrearla in natura. Occorre pertanto salvaguardare il ciclo naturale dell'acqua per impedire danni come inondazioni e siccità. Bisogna rispettarla, l'acqua.

L'acqua è sempre stata nostro sostegno. È l'uomo ad aver rotto il patto d'equilibrio con questo elemento, come dapprima ha fatto con l'aria, la terra, il fuoco. Così che l'acqua ora o è troppo poca o è troppa. Senza acqua l'organismo muore, se è troppa fa male. Occorre infatti eliminare quella in eccesso. Allo stesso modo la siccità che ha colpito il pianeta questa estate non è purtroppo un fatto isolato, occasionale, straordinario. Sarà la normalità, è il cambiamento climatico. E laddove non piove da stagioni si abbatte poi d'improvviso un inferno d'acqua. Il tempo è sconvolto e violento.

L'acqua non è assassina, semplicemente fa quello che è nella sua natura. Scorre. Anche impetuosamente. Travolge quello che incontra, scende a valle, porta via, avvolge nei flutti. Sommerge. Poi si ritira. Se diventa alluvione o tsunami non è colpa dell'acqua. Se cade in una notte tanta quanta ne cade in sei mesi, ma cade in un colpo solo, la chiamiamo bomba d'acqua. Ma non è colpa dell'acqua. Se i venti, che sono stravolti pure quelli, creano trombe marine che distruggono in una furia mai vista tutto quello che l'uomo ha costruito sulle coste, non è colpa del vento e dell'acqua che si mettono insieme a fare disastri.

Morire di pioggia”, titolano i giornali il giorno dopo l'ennesima tragedia di acqua e fango che travolge e distrugge, sotto l'aspetto di un muro, case auto e persone. Si muore per un temporale di grande potenza, lo chiamano autorigenerante. Si abbatte in un punto preciso, senza preavviso meteorologico. È pur vero che non c'è un angolo di terra che non sia costruito ed abitato dall'uomo. Casa accanto a casa, paese dopo paese che quasi non si capisce dove stanno i confini. Abitazioni e scalinate aggrappate alle montagne.

Non c'è angolo di costa che non sia balneare. Non c'è cura dei letti dei fiumi, c'è l'incuria per mancanza di soldi, ce ne vogliono sempre tanti per fare qualsiasi cosa, soprattutto le cose ben fatte. Manca la consapevolezza del rischio ambientale e manca la sicurezza, anche se ne parliamo continuamente certi piani e progetti sembrano scritti sull'acqua. Dove sono le valutazioni idrogeologiche del territorio? Siamo sempre i primi e i più bravi ad intervenire con i volontari delle varie Croci e della Protezione Civile sui luoghi dei disastri, mai a prevenire. L'acqua lava via tutto, ma non le colpe. Quelle restano, come le impronte di quegli stivali sul fango.

L'acqua è la sostanza da cui traggono origine tutte le cose, diceva Talete. Pertanto, “Acqua” sarebbe il nome più appropriato per il nostro pianeta, anche per il corpo umano. L'acqua, come la religione e l'ideologia, ha il potere di muovere milioni di persone. Sin dalla nascita della civiltà umana, i popoli si sono trasferiti in prossimità dell'acqua. I popoli si spostano quando l'acqua è troppo scarsa e quando ce n'è troppa. I popoli viaggiano sull'acqua. I popoli scrivono, cantano, danzano e sognano l'acqua (Mikail Gorbaciov). E mi vengono in mente gli alluvionati nelle Marche – che l'acqua non se l'aspettavano - e i naufraghi nel Mediterraneo, che sull'acqua andavano raminghi cercando quella dolce, per necessità, altrove. Entrambi l'acqua la maledicono, ora.

Finalmente piove anche qui, ho sempre amato pioggia e temporali violenti. Ma stasera l'acqua ha colore e sapore. È una massa buia. Fangosa. Sa di sale. Ondosa. Profonda. Perché per qualcuno non è più una benedizione. Quelle persone erano fatte d'acqua. Come me.