Fials, riconoscere lavoro gravoso per operatori sanitari

Fials, riconoscere lavoro gravoso per operatori sanitari

Scritto il 04/10/2021
da Massimo Canorro

È la richiesta formulata dalla Federazione, insieme a quella del pensionamento a 63 anni, al presidente della Commissione ministeriale, Damiano. Non solo in prima linea nell’emergenza Covid: gli operatori sanitari affrontano ogni giorno varie criticità. Il segretario generale della Fials, Carbone: Agire subito.

Lavoro gravoso anche per operatori sanità, Carbone: si agisca subito

Giuseppe Carbone, segretario nazionale FIALS

Adesso o mai più. È perentorio il segretario generale della Fials, Giuseppe Carbone, convinto della necessità, da parte del governo Draghi, di riconoscere quale categoria maggiormente colpita da infortuni e malattie professionali quella degli operatori del comparto sanitario; lo stesso comparto che, proprio nel periodo Covid, ha subito la stragrande maggioranza di contagiati e decessi come rilevato dall’Inail.

Ma non solo, perché parliamo di professionisti (spesso) costretti a sopperire alle carenze di organico, a subire carichi di lavoro eccessivi, a confrontarsi con mancati riposi e congedi per ferie. Da qui, attraverso un documento motivato, la Federazione e Confsal hanno chiesto al presidente della Commissione ministeriale sui lavori gravosi, Cesare Damiano – con il quale, nei prossimi giorni, ci sarà un incontro – il riconoscimento della categoria degli operatori sanitari nelle “attività gravose” che permette di anticipare l’uscita dal lavoro a 63 anni (solo pochi giorni fa la Federazione Migep e SHC avevano scritto al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, affinché riconosca il lavoro usurante per OSS e altre figure professionali).

Nel dettaglio, è stato chiesto il riconoscimento di “lavoro gravoso” per le professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche, le professioni sanitarie riabilitative, le professioni sanitarie-tecniche della prevenzione, le professioni servizi sociali, le professioni tecnico-sanitarie area tecnico di diagnostica radiologica e di laboratorio analisi cliniche. E ancora, per il personale area socio sanitaria assistenziale e di emergenza - Operatori socio sanitari, per gli autisti di autoambulanza ed autisti soccorritori.

Se tale richiesta non verrà accolta, la Fials è pronta a battaglie in tutti i posti di lavoro e proclamare lo sciopero generale. Secondo Carbone è inspiegabile che l’attuale previsione legislativa riconosca il diritto all’Ape Sociale e al pensionamento a 63 anni agli “infermieri ed ostetriche ospedaliere”, ma solo se turnisti h24 e aver svolto negli ultimi sei anni lavoro notturno da un minimo di 64 notti a 72 notti ed aver maturato 36 anni di contributi.

Ritenendo tutti ciò vincoli e catene, anche perché il requisito di turni notturni annui – precisa – esclude, di fatto, gli infermieri e le ostetriche turniste ospedaliere dalla categoria dei lavoratori gravosi in quanto, nel rispetto delle regole contrattuali, possono raggiungere un totale massimo di 60-62 notti annue. Ed ecco – senza alcun bisogno della calcolatrice – i conti non tornano.

Il segretario generale della Fials in primis ritiene che vada considerato il rischio organizzazione del lavoro (nel quale sono inclusi una serie di fattori condizionati dai processi di lavoro quali lavoro a turni, lavoro in continuo, lavoro notturno, sistemi efficaci di gestione e accordi per la pianificazione, il monitoraggio e il controllo degli aspetti attinenti alla salute e alla sicurezza, la manutenzione degli impianti, comprese le attrezzature di sicurezza e le situazioni di emergenza. L’utilizzo di particolari materie prime e nocive che potrebbero diffondersi nell’ambiente specie nel settore diagnostico laboratoristico e radiologico).

Ma ancora di più, gli infortuni e le malattie professionali sono dovute, in particolar modo, a movimentazione dei carichi viventi (causa di patologie muscolo-scheletriche), stress e burnout, punture accidentali da taglienti e contaminazioni muco-cutanee, trasmissioni di malattie infettive, esposizione a gas anestetici e altre sostanze chimiche, radiazioni ionizzanti per l’uso di apparecchiature radiologiche, manipolazione, utilizzo e somministrazione di farmaci che causano fenomeni di sensibilizzazione e allergie, fenomeni respiratori oltre che tumori, discopatie degenerative discali, protusioni ed ernie discali, artrosi.