Nursing Up: estendere libera professione a tutti gli ambiti

Nursing Up: estendere libera professione a tutti gli ambiti

Scritto il 15/04/2021
da Massimo Canorro

Attraverso una lettera al governo, il sindacato degli infermieri torna a chiedere l’ampliamento della libera professione a ogni ambito dell’attività infermieristica. L’esigenza di assistenza infermieristica è impellente, la sanità italiana necessita di voltare pagina, le parole del presidente Antonio De Palma.

De Palma: liberiamo gli infermieri dipendenti dal vincolo di esclusività

Antonio De Palma, presidente Nursing Up

Mettere a disposizione della sanità territoriale, delle residenze sanitarie assistenziali, delle case di cura e delle cliniche private, di ogni cittadino che ne avesse necessità, la competenza, la professionalità e l’esperienza sul campo degli infermieri pubblici, per dare una sterzata decisiva all’iter di rinnovamento del nostro sistema sanitario, debilitato da quella cronica carenza di personale che costituisce ormai il nostro vero tallone d’Achille.

Così Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, rinnova il proprio appello al governo, scrivendo una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, richiamando le richieste che la delegazione del sindacato degli infermieri italiani mise proprio nelle sue mani ed in quelle del capo della sua segreteria tecnica, Stefano Lorusso, invitando ad intervenire senza indugio in Parlamento – sede di conversione del Decreto Legge n. 41 del 22 marzo 2021 – affinché l’alveo di disapplicazione delle norme che prevedono l’esclusività degli infermieri pubblici ivi adottato, si estenda a tutte le attività professionali infermieristiche.

Al contempo, il Nursing Up chiede di non circoscrivere questo provvedimento al solo periodo emergenziale: Abbiamo proposto emendamenti con tale obiettivo ed abbiamo anche attivato, da giorni ormai, una forte attività di pressing ai vari livelli della politica, per cercare di non perdere l’importante occasione della conversione in legge del Dl 41/2021 del quale parliamo. Da parte nostra chiediamo un provvedimento più ampio rispetto a quello attuale, parliamo di una svolta risolutiva per il destino delle attività sanitarie destinate alla collettività.

Costruire a partire da ora, poiché l’esigenza di assistenza infermieristica è più che mai impellente. Edificare adesso – quando siamo ancora nel pieno dell’emergenza pandemica – e con coscienza: a dircelo sono i nostri report e proiezioni, così come il Censis (che ha quantificato in 72mila il numero di colleghi assenti in Italia), la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi). E ancora, le residenze sanitarie assistenziali di più regioni (dalla Lombardia al Veneto al Piemonte) che versano sull’orlo del collasso proprio per insufficienza di infermieri.

Ma la conferma della gravità della situazione arriva anche dalle realtà ospedaliere, dove i colleghi, dal primo giorno della battaglia contro il Covid-19, soffrono in modo incredibile senza quelle indispensabili assunzioni che invece avrebbero assicurato turni più umani. Sono professionisti accreditati in qualità di pubblici dipendenti, che dimostrano – ogni giorno – competenza ed affidabilità ma che purtroppo, in forza di norme obsolete ed anacronistiche, non posso operare al di fuori del Servizio sanitario nazionale: unica eccezione, ma solo dopo il Dl 41/2021, le attività vaccinali. È un obiettivo che abbiamo raggiunto dopo mesi di lotte e scioperi. Ma ancora non basta.

Una situazione complicata, dunque, che per forza di cose ha ripercussioni sulla collettività. Quando invece, prosegue De Palma, il cittadino, obiettivo principale di una sanità territoriale che ha bisogno di un grande rinnovamento, sarebbe ben lieto di poter contare su infermieri di fiducia senza doversi recare in ospedale.

Nella missiva inviata al governo, il Nursing Up chiede ragione del motivo di tanta attesa. Consentiamo finalmente agli infermieri dipendenti di mettersi a disposizione di altre realtà private. Perché continuare ad impedirlo? Le carenze di personale proseguiranno a essere un muro insormontabile fin quando non ci saranno nuove assunzioni.