Opi su formazione complementare OSS: delibera irricevibile

Opi su formazione complementare OSS: delibera irricevibile

Scritto il 29/03/2021
da Redazione

Il Coordinamento degli Ordini delle professioni infermieristiche della Regione Veneto considera irricevibile la delibera della Regione che consente agli Oss di eseguire alcune prestazioni sui pazienti, che non ritiene possibili nemmeno nell’emergenza della pandemia e chiede il ritiro dell’atto, rendendosi disponibile ad analizzare, in tempi più che brevi, le soluzioni opportune e necessarie, pur stigmatizzando l’assoluta mancanza di coinvolgimento, da parte della Regione, a fronte delle reiterate richieste di incontro dei mesi scorsi.

Formazione complementare OSS, Opi Veneto: sospendere subito la delibera

Ordini infermieri Veneto: No a scelte che mettono a rischio professionisti e assistiti

La delibera n. 305/2021 della Regione Veneto, che apre alla possibilità di utilizzare gli Operatori sociosanitari (Oss) rispetto ad atti propri dell’assistenza clinica del paziente di competenza esclusiva di medici ed infermieri, è considerata irricevibile da parte del Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Regione Veneto, in particolare nei Centri Servizi per anziani, dove i bisogni di salute sono sempre più ad alta valenza sanitaria e quindi necessitano di assistenza infermieristica sempre maggiore.

Il Coordinamento degli Ordini delle professioni infermieristiche della Regione Veneto reagisce in modo deciso alla delibera della Regione che inserisce nel percorso di formazione complementare per l'OSS prestazioni che nemmeno l'emergenza della pandemia può giustificare e si dice pronto a valutare ogni azione necessaria, nelle sedi giurisdizionali più opportune.

La pandemia – scrivono gli Opi del Veneto in una nota – ha reso evidente l’assoluta necessità della presenza infermieristica, peculiarmente nei setting di cura dove ci sono le persone più fragili e una formazione minimalista, sia pure in condizioni di emergenza come durante la pandemia SARS CoV-2, non può sostituire anni di formazione, tirocinio ed esperienza, rispetto a situazioni, che possono spesso manifestare condizioni imprevedibili. Infatti, molte delle prestazioni citate possono seriamente compromettere la salute delle persone, se effettuate in maniera non appropriata.

Senza nulla togliere al supporto indispensabile e necessario che gli Oss hanno dato e stanno dando rispetto alla migliore condizione generale dei pazienti - si legge - si evidenzia che questa delibera pone a serio rischio sia la persona assistita, che gli stessi operatori, configurando anche profili di dubbia legittimità e responsabilità professionale. In questo senso, il Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Regione Veneto chiede l’immediata sospensione della delibera e si rende disponibile ad analizzare, in tempi più che brevi, le soluzioni opportune e necessarie, pur stigmatizzando l’assoluta mancanza di coinvolgimento, da parte della Regione, a fronte delle reiterate richieste di incontro dei mesi scorsi.