Prescrizione farmacologica è un tabù solo per alcuni paesi

Prescrizione farmacologica è un tabù solo per alcuni paesi

Scritto il 01/07/2020
da Daniela Berardinelli

La prescrizione farmacologica è stata, per molti anni, riservata esclusivamente alla professione medica anche se già a partire dal 1969 negli Stati Uniti era stata introdotta agli infermieri che assistevano le zone rurali e il Royal College of Nursing (UK) iniziava a discutere della sua implementazione nel 1978 (ipotizzando la prescrizione di medicazioni e creme ad uso topico). Nel 1992, dopo un’accurata analisi del lavoro svolto dai community nurse, il Department of Health (UK) sviluppò un modello di prescrizione infermieristica che culminò con il “The Medicinal Products: Prescriptions by Nurses’s Act”. Questo fu un inquadramento legale che permise poi l’avvio della prescrizione per i community nurse nel 1994. Successivamente la prescrizione infermieristica in Inghilterra divenne esempio per tutto il mondo, insieme alle esperienze degli Stati Uniti, del Canada e della Nuova Zelanda.

Storia della prescrizione infermieristica nel mondo

La prescrizione farmacologica infermieristica in alcuni paesi è ancora negata

Nel mondo la “libertà” di prescrizione infermieristica è molto variegata, in alcuni paesi come la Spagna è limitata alla prescrizione di alcuni farmaci, mentre agli infermieri in Germania, Italia e Cina è negata.

Nel Regno Unito si è poi assistito ad una lunga evoluzione della prescrizione infermieristica, ampliando progressivamente il numero di farmaci prescrivibili, nel rispetto dell’area di competenza clinica specifica dell’infermiere. Attualmente sono disponibili diversi percorsi formativi nel Regno Unito e gli infermieri devono dimostrare almeno 3 anni di esperienza clinica, con un minimo di un anno nell’area per la quale si intende attuare la prescrizione.

Altri paesi come gli USA, il Canada e l’Australia richiedono una specializzazione (laurea magistrale, master’s degree); in Israele, invece, gli infermieri, per accedere alla prescrizione devono avere un minimo di 5 anni di esperienza lavorativa.

Secondo il Nursing and Midwifery Council gli infermieri dal 2019 possono usufruire di un programma di formazione denominato V100/V150 (non medical prescribing modulesper conseguire la prescrizione immediatamente dopo l’iscrizione al Nursing and Midwifery Council; abilitandoli così alla prescrizione entro sei mesi.

In UK esistono, inoltre, due modelli differenti di prescrizione: il primo prevede una prescrizione infermieristica di tipo indipendente, il secondo una supplementare.

Mentre il primo garantisce all’infermiere la libertà di prescrizione dei farmaci anche in fase iniziale, il secondo consente la continuità di prescrizione di un farmaco già avviato prima da un medico, dopo una valutazione diagnostica e l’impostazione di uno schema terapeutico.

Anche il Canada e gli Stati Uniti vantano una lunga tradizione nell’ambito della prescrizione infermieristica, gli elementi motori di questa evoluzione sono stati:

  • La carenza di personale medico
  • L’aumento delle patologie croniche
  • L’incremento della multidisciplinarietà nel team di lavoro e della qualità della formazione infermieristica

L’estensione della prescrizione infermieristica dipende, inoltre, da molteplici fattori tra cui: la varietà dei gruppi di infermieri autorizzati, che può prevedere delle specializzazioni o meno, la tipologia di farmaci che è possibile prescrivere e la responsabilità legale conseguente.

La ricerca sulla prescrizione infermieristica

La competenza prescrittiva negli ultimi anni è stata oggetto di ricerca, soprattutto nei Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda, con esiti sostanzialmente positivi, anche in termini di sicurezza della prescrizione. Molti studi hanno quindi dimostrato l’efficacia della prescrizione, altri invece hanno espressi dubbi riguardo la formazione degli infermieri inerenti la prescrizione, nonostante la comprovata soddisfazione dei pazienti.

La professione medica, soprattutto nel contesto italiano, aveva già vissuto la precedente proposta lanciata dall’AIFA sull’estensione della prescrizione farmacologica alla professione infermieristica come un’espropriazione dell’atto medico (al grido di no al task shifting), con il dovere di mantenere la propria esclusività.

L’efficacia della prescrizione infermieristica (paragonata a quella medica) e la soddisfazione dei pazienti sono anche già stati precedentemente studiati e dimostrati da una revisione sistematica Cochrane.

La formazione infermieristica

Questa prospettiva di cambiamento necessita che anche le Università stesse stiano al passo con i tempi e provvedano ad una formazione specifica per gli infermieri con il fine di farli divenire “prescriber ready”. Per raggiungere questo fine non è necessario solo implementare la conoscenza farmacologica, ma anche la capacità di valutazione clinica e diagnostica.

Il Nursing and Midwifery Council (UK) sostiene infatti che, oltre all’abilitazione alla prescrizione farmacologica, durante la formazione dovrebbero essere insegnati maggiormente anche altri aspetti come l’auscultazione del torace, l’interpretazione degli esami ematochimici e degli elettrocardiogrammi. Deve essere quindi requisito indispensabile per la prescrizione dimostrare una chiara competenza clinica nella valutazione dei pazienti.

La prescrizione infermieristica in Europa

Una survey condotta nel 2019 ha evidenziato come in Europa attualmente 13 paesi abbiano una legislazione riguardante la prescrizione farmacologica da parte degli infermieri e che in 12 venga applicata a livello nazionale (Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Olanda, Norvegia, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito e nella regione svizzera Canton Vaud).

Nell’Europa pre-Brexit le prime nazioni ad introdurre la prescrizione in ambito infermieristico furono il Regno Unito nel 1992 e la Svezia nel 1994. I Paesi che seguirono questa scia furono poi la Norvegia, l’Irlanda e la Danimarca rispettivamente nel 2002, 2007 e 2009.

Dal 2010 8 Paesi (Finlandia, Olanda, Cipro, Polonia, Spagna, Estonia, Francia e il Canton Vaud svizzero) hanno autorizzato specifici gruppi di infermieri alla prescrizione di alcuni farmaci, adeguando la loro legislazione in merito.

Quali requisiti sono richiesti

I paesi coinvolti in questa indagine prevedono un’ampia varietà dei requisiti richiesti agli infermieri per la prescrizione. Per alcuni di questi l’abilità e la competenza nella prescrizione sono parte integrante della formazione infermieristica (laurea triennale, magistrale o una specializzazione specifica).

In questi casi la competenza prescrittiva è direttamente integrata nel curriculum formativo, vedi l’Advance Practice Nurses (APN) Master nurse di Cipro, il Nurse Specialist con APN degree in Olanda, i Public Health Nurses in Norvegia, gli infermieri con laurea triennale e magistrale in Polonia, i Family Nurses in Estonia e gli infermieri laureati in Spagna.

La formazione specifica in farmacologia e farmacoterapia

Nonostante i corsi di farmacologia e farmacoterapia siano previsti in tutti gli ambiti formativi di questi paesi, solo in alcuni casi è possibile stabilire quanti crediti (ECTS, European Credit Transfer System) vengano attribuiti nello specifico allo sviluppo della conoscenza della prescrizione farmacologica.

Cipro prevede circa sei crediti nel curriculum dell’APN master-level nurse, in Danimarca, invece, la prescrizione farmacologia è sita all’interno di un pacchetto formativo di 30 crediti sul “medical treatment and therapy”.

In Olanda agli infermieri specializzati nel trattamento di pazienti diabetici e con problematiche polmonari sono richiesti per la prescrizione un minimo di 2,5 crediti. Altri paesi hanno invece sviluppato percorsi aggiuntivi e separati dalla formazione base per la funzione prescrittiva (Finlandia 45 ECTS, Irlanda dai 20 ai 40 ECTS e Regno Unito dai 30 ai 45 ECTS). In Irlanda è quindi presente e riconosciuto il nurse prescriber, in Olanda il nurse specialist, nel Regno Unito l’independent nurse prescriber.

Diverse modalità di prescrizione, iniziale e continuativa

Un mix tra prescrizione iniziale e continuativa è presente sia in Finlandia che in Spagna, prevedendo la prescrizione iniziale di vaccini e contraccettivi e quelle di follow up per le principali patologie croniche. In Danimarca (Bachelor), in Estonia (Family Nurse), Polonia (Bachelor) e Regno Unito (Supplementary Prescribers) gli infermieri sono autorizzati ad effettuare delle prescrizioni continuative secondo un modello delegato e in accordo allo schema terapeutico già impostato.

In Francia e nel Canton Vaud svizzero, dopo la legislazione del 2017 sono in corso sviluppi per identificare quali farmaci possano essere oggetto di prescrizione da parte degli infermieri. È inoltre importante ricordare che alcuni paesi hanno esteso la capacità prescrittiva anche ad altre figure professionali come le ostetriche e i farmacisti.