Fnopi alla Camera: l'infermiere non è un bersaglio

Fnopi alla Camera: l'infermiere non è un bersaglio

Scritto il 22/01/2020
da Redazione

Tolleranza zero verso la violenza nelle strutture sanitarie. Su questa scia la Fnopi (Federazione nazionale degli ordini degli infermieri) ha presentato alla Camera un insieme di proposte per rafforzare il Dl antiviolenza, che a febbraio dovrebbe essere calendarizzato alla Camera, come dichiarato dal ministro della Salute Roberto Speranza, impegnandosi ad accelerare i lavori. Tra le proposte Fnopi: inasprimento delle pene per chi aggredisce, potenziamento della formazione del personale e riconoscimento dello status di pubblico ufficiale per gli infermieri.

Aggressione infermieri, le proposte Fnopi per rafforzare il Dl antiviolenza

Cosimo Cicia (Fnopi) durante l'audizione alla Camera sul Ddl antiviolenza

Durante l'audizione alla Camera di mercoledì 22 gennaio, dinnanzi alle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali, nell'ambito dell'esame dei progetti di legge recanti Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, Cosimo Cicia, componente del Comitato centrale della Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (Fnopi) e Giovanni Grasso, presidente dell'ordine degli infermieri di Arezzo che ha lanciato la campagna social ormai virale #RispettaChiTiAiuta rivolta ai cittadini, hanno illustrato le richieste Fnopi per il disegno di legge: tolleranza zero verso la violenza nelle strutture sanitarie.

Fenomeno aggressioni: gli infermieri sono i più a rischio

Ogni anno circa 5mila infermieri subiscono violenze fisiche o verbali: circa 13-14 al giorno. L'89,6% degli infermieri - in prima linea ad esempio nel triage ospedaliero che accoglie i pazienti e li smista nella struttura con tempi spesso lunghi non dovuti però alla professionalità dell'operatore, ma all'organizzazione - è stato vittima, secondo una ricerca condotta dall'Università di Tor Vergata di Roma, di violenza fisica/verbale/telefonica o di molestie sessuali da parte dell'utenza sui luoghi di lavoro.

In base ai dati rilevati dall'Università di Tor Vergata (Roma) si può dire che praticamente circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa hanno subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale.

Di tutte le aggressioni (secondo l'Inail) il 46% sono a infermieri e il 6% a medici (gli infermieri sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio, ecc. e quindi quelli più soggetti).