Infermieri, la carenza cresce e la qualità dei servizi cala

Infermieri, la carenza cresce e la qualità dei servizi cala

Scritto il 15/05/2019
da Silvia Ancona

Invecchiamento degli infermieri, marcate differenze territoriali tra Nord e Sud e crescente carenza degli infermieri occupati. Ecco i tre aspetti denunciati dal Rapporto Osservasalute 2018 che stanno intaccando il Ssn, il quale non riesce più a far fronte in maniera efficace ed efficiente ai bisogni di salute e di cura dei cittadini italiani.

Osservasalute: pochi infermieri, a rischio i bisogni di cura dei cittadini

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un Sistema Sanitario italiano in difficoltà che vede, sul territorio, sempre meno infermieri occupati e sempre più differenze tra una regione e l'altra. A dichiararlo è il Rapporto Osservasalute 2018 presentato dalla Fnopi (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche), il quale sottolinea il continuo calo di infermieri in Italia a scapito della qualità delle prestazioni erogate e dei bisogni di salute dei cittadini.

Dal Rapporto emerge che oltre il 35% circa degli italiani ricoverati in ospedale con limitazioni nelle ADL è soddisfatto dell'assistenza infermieristica e medica, mentre sotto il 30% è la quota di chi è soddisfatto di vitto e servizi igienici.

Questi dati variano in base alla regione di provenienza: nel Nord il grado di soddisfazione è maggiore rispetto a quello del Sud. Tali difformità territoriali sono visibili anche negli aspetti della carenza di infermieri e del crescente invecchiamento degli stessi.

A preoccupare la Fnopi, in particolare, è il numero di infermieri sul territorio nazionale che sta drasticamente calando rispetto, invece, ai bisogni di cura e di salute dei cittadini italiani, sempre in aumento: a eccezione di Valle D'Aosta, Marche, Basilicata e Sardegna, in tutte le regioni si riscontra il trend negativo registrato a livello nazionale, in particolare, le riduzioni più marcate si registrano in Lazio, Molise, Campania, Sicilia e Abruzzo, ancora una volta quindi quelle in piano di rientro.

Se in un mondo utopico ad ogni necessità del cittadino corrisponde una risposta appropriata ed efficace da parte del Ssn, nel contesto italiano non è così: sono troppi, infatti, i buchi da dover riparare per poter garantire, al cittadino, un'assistenza coerente ai suoi bisogni assistenziali, primo fra questi la carenza di infermieri, che Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, ha definito allarmante.

A mancare in modo allarmante sono gli infermieri, quei professionisti che prendono in carico il malato prima, durante e dopo qualunque intervento abbia subìto o debba subire e fino alle sue dimissioni.

Quei professionisti che hanno il compito di seguirlo a domicilio per assicurare che si curi, lo faccia bene e non abbia complicazioni e se queste subentreranno allora proprio quei professionisti faranno scattare l'intervento del medico di medicina generale, dove necessario e possibile, per evitare code, intasamenti e liste di attesa ai pronto soccorso.

Anche Tonino Aceti, portavoce Fnopi, ci ricorda quanto sia impattante oggi, sul nostro territorio, questa carenza: i numeri della carenza sono ormai senza freni e con la complicità di Quota 100 rischiano in pochi anni di superare le 100mila unità. Ma il rischio maggiore è per gli assistiti.

Insomma, sempre più bisogni di cura a cui rispondere, ma sempre meno infermieri e medici che possano farlo. E, secondo Osservasalute, il più penalizzato è il territorio al quale, con l'aumento della cronicità delle patologie, viene richiesta una maggior presa in carico dei pazienti in relazione ai loro bisogni di salute, una più facile accessibilità ai servizi territoriali ed una migliore continuità tra i vari setting assistenziali.