Cnai Ravenna: giornata infermieri e medicina di genere

Cnai Ravenna: giornata infermieri e medicina di genere

Scritto il 13/05/2019
da Giordano Cotichelli

In occasione della giornata internazionale degli infermieri un po’ ovunque nel mondo e nel nostro paese, l’associazionismo infermieristico ha organizzato momenti pubblici di riflessione, confronto e dibattito. Qualche volta su tematiche un po’ scontate, altre invece guardando al presente, con il pensiero però rivolto al futuro. È il caso dell’iniziativa dell’11 maggio scorso, curata dal Nucleo Associativo della Cnai di Ravenna che ha fatto un buon lavoro in relazione sia all’argomento scelto da trattare – la Medicina di genere – e sia al percorso da intraprendere nella costruzione dell’iniziativa stessa. In questo ultimo caso sono state coinvolte altre associazioni ed istituzioni fra cui si ricordano: la Casa delle Donne, il Comune, l’Ausl e l’OMCEO di Ravenna e quello di Rimini. Buona la partecipazione, in una giornata di difficile proposizione – il sabato – in cui è più facile restare in casa a riposarsi delle fatiche della settimana.

Infermieri e medicina di genere, il focus di Cnai Ravenna

Medicina di genere: garantire equità ed appropriatezza. Evento Cnai Ravenna

Le tematiche sviluppate sulla Medicina di genere hanno permesso una lettura a più voci prendendo in considerazione le problematiche correlate alle disuguaglianze nella salute, all’assistenza infermieristica (Yari Longobucco), ai disturbi del comportamento alimentare (Claudio Proni), alla Salute mentale (Giuseppina Taibi) e ai diversi presidi disponibili in situazioni specifiche quali l’incontinenza urinaria (Claudia Bianco), con chiusura finale da parte della vice-presidente nazionale di CNAI, Riccarda Suprani, che ha riportato l’attenzione sulle questioni sociali che gli infermieri sono chiamati ad affrontare.

In questo ha fatto riferimento alla campagna in corso – Nursing Now – sostenuta dall’ICN (International Council of Nursing, cui la CNAI aderisce), dal Burdett Trust of Nursing e dal WHO.

Una campagna che ha avuto già alcune iniziative a Roma e Milano con il sostegno anche di Fnopi, Agenas, Ministero della Salute, Università ed Enti locali. Insomma ricordare la giornata dell’infermiere non è né un fatto scontato né un rito da assolvere, ma un'occasione per volgere lo sguardo della professione sull’attualità.

La Cnai non è nuova a queste iniziative, in generale, e le questioni di genere nello specifico sono già state affrontate anche in un altro evento qualche tempo fa a Santa Maria di Leuca. Per il futuro è da augurarsi il proliferare di scadenze simili, di cui se ne sente il bisogno in un paese dove le donne subiscono discriminazioni ed abusi, dove le morti ufficiali per femminicidio restituiscono una immagine di una culturale misogina così radicata che, per eradicarla, ci vuole molto di più che il vano cianciare di castrazioni chimiche o leggi più severe.

Soffermarsi insomma sulle peculiarità della Medicina di genere significa come infermieri pensare con attenzione ulteriore all’assistenza che si costruisce ogni giorno e che deve modularsi sulla capacità di riconoscere differenze di genere ed economiche, anagrafiche e individuali, culturali e tutto quello che necessita di essere messo in luce al fine di realizzare l’uguaglianza assistenziale nel riconoscimento delle diversità, in una parola l’equità.

E non a caso l’iniziativa di Ravenna aveva proprio il titolo: “Medicina di genere: garantire equità ed appropriatezza”. Una sintesi di un’iniziativa che assume il valore di un mandato professionale.