Alopecia in chemioterapia, la prevenzione è possibile

Scritto il 05/12/2018
da Redazione

Prevenire la perdita di capelli durante la chemioterapia, è da sempre l’obiettivo del medico oncologo, dell’infermiere e della paziente che deve sottoporsi a questo trattamento. L’alopecia chemio-indotta, sebbene sia reversibile, a livello psicologico è uno dei più impattanti effetti collaterali nei pazienti in trattamento chemioterapico, ma nella paziente donna ha un impatto, se possibile, ancora maggiore. Le implicazioni psicosociali e l’alterazione dell’immagine corporea può andare ad influenzare l’accettazione del trattamento chemioterapico (Kome et al, 2013, The Oncologist).

Chemioterapia, la cuffia che salva i capelli dalla caduta

La perdita dei capelli per la paziente donna ha implicazioni psicologiche che possono minare l'accettazione del trattamento chemioterapico

Fin dal 1970 sono stati utilizzati diversi sistemi di raffreddamento per prevenire la perdita dei capelli ma con risultati scarsi e con un elevato disconfort per il paziente.

Grazie al miglioramento della tecnologia, il sistema DigniLife è oggi utilizzato di routine in diversi centri di eccellenza in Italia ed Europa; risulta essere l’unico strumento per il raffreddamento del cuoio capelluto ad aver ricevuto, nel dicembre 2015, l’approvazione da parte della FDA.

Diversi centri italiani si sono dotati di tale sistema che permette la riduzione dell’alopecia fino ad un mantenimento di oltre il 60% dei capelli per quelle pazienti in trattamento con farmaci altamente alopecizzanti (es. antracicline).

Attualmente in commercio è presente anche il sistema Paxam che trova migliori risultati nelle pazienti in trattamento con farmaci tipo taxol e derivati. Il raffreddamento del cuoio capelluto e l’utilizzo di un dispositivo tecnologicamente avanzato come il DigniCap, favorisce nelle donne in trattamento:

  • riduzione della caduta dei capelli (circa il 60% delle donne trattate ha perso circa il 30% dei capelli)
  • migliore collaborazione tra infermieri e paziente
  • migliore accettazione del trattamento chemioterapico
  • una accettazione della propria immagine corporea che tende a non modificarsi
  • il mantenimento delle proprie attività quotidiane e sociali.

Nella nostra realtà (AORMN, Presidio S Croce, Fano), le donne in trattamento con il sistema DigniCap che rinunciano allo strumento rappresentano il 25-30% dei casi perché hanno: una caduta dei capelli rilevante (oltre il 75% dei capelli) oppure è presente una non tolleranza al freddo del caschetto.

La percentuale delle pazienti uscite dal trattamento non ci fa rinunciare ad uno strumento che permette di mantenere alle pazienti maggiore fiducia in loro stesse e nella propria immagine.

Articolo a cura di Tamara Campanelli, Infermiera