Grillo contro il Mef: Non ci saranno tagli in Sanità

Grillo contro il Mef: Non ci saranno tagli in Sanità

Scritto il 07/06/2019
da Redazione

Il Ministro della Salute torna sulle polemiche relative ai contenuti della bozza del Patto per la Salute e ribadisce in un video su Facebook che dalla sanità non è più possibile prendere un centesimo. E apre il confronto sul Patto a tutti gli attori della sanità. Ha ragione il ministro Grillo, la sanità ha già dato, il commento di Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).

Patto per la salute, Grillo: la sanità ha già dato, niente tagli

La clausola di salvaguardia per il finanziamento del Fondo sanitario presente nella bozza del Patto per la Salute è politicamente irricevibile, non viene dal Ministero della Salute ma è stata inserita in questa bozza e in questa fase dove ovviamente il Patto non è definitivo, per espressa richiesta degli uffici del Ministero dell’Economia.

Lo afferma il Ministro della Salute Giulia Grillo in un video pubblicato su Facebook, nel quale ribadisce la sua contrarietà alla postilla e assicura il suo impegno affinché la clausola venga eliminata.

Questa clausola, che peraltro è identica a quella che era contenuta nel vecchio Patto per la Salute (2014-2016) varato dal Governo del Pd e che produsse allora i suoi effetti, poiché di fatto nel 2016 il finanziamento previsto era di 115,5 mld e invece il finanziamento effettivo fu di 111 mld, per me è politicamente irricevibile. E questo perché ritengo che la sanità abbia già dato tutti i contributi che poteva dare ai tagli che sono stati fatti sulla finanza pubblica. Dalla sanità non è più possibile prendere un centesimo.

Ritengo che la sanità abbia già dato tutti i contributi che poteva dare ai tagli che sono stati fatti sulla finanza pubblica. Dalla sanità non è più possibile prendere un centesimo

La sanità ha già dato tutto quello che poteva. Se si continuasse a tagliare il Servizio sanitario nazionale (Ssn), come abbiamo spesso sottolineato anche assieme alle altre professioni sociosanitarie, il rischio è quello di un suo smantellamento e la perdita di quei requisiti fondamentali di civiltà per l’assistenza che sono l’uguaglianza, la solidarietà, l’universalismo e l’equità.

Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), in risposta alle dichiarazioni del ministero della Salute dopo le notizie sull’eventualità di possibili tagli alle somme del fondo sanitario nazionale per il 2020 e il 2021 dovute ad una clausola nel Patto per la salute che subordina il livello di finanziamento del Ssn alle esigenze della finanza pubblica e non della salute.

Il ministro ha dichiarato che per difendere il Ssn proporrà nei prossimi giorni un momento di partecipazione con i protagonisti del sistema salute. Gli infermieri, che rappresentano circa il 45% del capitale umano del Ssn, ci sono e sono pronti a sostenere una politica che non si faccia piegare dai bisogni dell’economia e davvero faccia gli interessi dell’assistenza e degli assistiti.