Garante privacy, sì alla banca dati nazionale delle Dat

Garante privacy, sì alla banca dati nazionale delle Dat

Scritto il 07/06/2019
da Redazione

Il Garante della privacy ha dato il via libera allo schema di decreto sulle modalità di registrazione delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) nella Banca dati nazionale elaborato dal Ministero della Salute. Con il via libera del Garante della Privacy alla banca dati nazionale delle Dat - ha commentato il ministro della Salute Giulia Grillo - è stato fatto un importante passo avanti per la piena attuazione alla legge sul fine vita. Lavoriamo perché il biotestamento sia un diritto di tutti i cittadini.

DAT, come funziona la banca dati nazionale del Ministero della Salute

Via libera del Garante per la privacy allo schema di decreto del Ministero della salute che istituisce la banca dati nazionale delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) - comunemente dette anche “testamento biologico” - che consentono alla persona di stabilire in anticipo i trattamenti sanitari ai quali intende essere sottoposta nel caso di sopravvenuta incapacità ad autodeterminarsi.

Obiettivo della banca dati è quello di costituire un polo unico nazionale di tali dichiarazioni seppure su base volontaria, costantemente aggiornato e di consentire un accesso tempestivo alle stesse da parte del personale medico in caso di necessità.

Nella banca dati, istituita presso il Ministero della salute, saranno raccolte, con il consenso della persona che si è avvalsa del testamento biologico, le copie delle dichiarazioni, i successivi aggiornamenti, nonché la nomina e la revoca dell’eventuale fiduciario, anche di coloro che non sono iscritti al servizio sanitario nazionale.

I dati saranno conservati per 10 anni dal decesso dell’interessato e ad essi potranno accedere il medico - che ha in cura il paziente incapace di esprimere la propria volontà - e il fiduciario, se nominato.

La banca dati sarà alimentata dagli ufficiali di stato civile comunali, dai notai e dal responsabile dell’Unità organizzativa competente delle Regioni che abbiano predisposto il servizio, presso i quali sono depositati gli “originali” delle Dat. La trasmissione della copia della Dat alla banca dati nazionale avverrà mediante un modulo elettronico, le cui specifiche tecniche sono definite nel disciplinare allegato al decreto.