Tumore al seno, la lotta ai tabù raccontata con la fotografia

Tumore al seno, la lotta ai tabù raccontata con la fotografia

Scritto il 19/04/2019
da Daniela Berardinelli

Un nuovo modo per raccontare la lotta contro il tumore al seno: la fotografia, con la sua potenza evocativa, statica e al contempo dinamica. Questa è la sfida che ha lanciato l’associazione fotografica riminese t.club, nata nel 2014 sotto un direttivo interamente femminile con uno scopo ben preciso: raccontare la vita attraverso la fotografia.

Fotografia, t.club: Così raccontiamo la lotta contro il tumore al seno

L’associazione t.club si caratterizza per il suo caratteristico impegno nel sociale e a testimoniarlo sono progetti passati come AGIAD, un racconto fotografico dell’esperienza della dislessia.

L’ultimo progetto sociale è Dahlia: uno studio fotografico nato con l’idea di superare i tabù legati al tumore al seno e al conseguente intervento di chirurgia. Il nome “Dahlia” nasce da una similitudine tra l’immagine delle ghiandole mammarie e quella del noto fiore a carattere altamente decorativo, colorato e profumato.

Lo studio del lavoro è durato un anno; per analizzare il tema il collettivo t.club si è confrontato con realtà impegnate sul campo, come l’associazione il Punto Rosa di Santarcangelo di Romagna, che si occupa di assistenza a pazienti operate di chirurgia senologica e dalla quale provengono le donne coinvolte nel progetto, con un’età che varia dai 30 ai 70 anni.

Gli obiettivi principali sono stati la condivisione delle esperienze delle donne operate e la sensibilizzazione su un argomento che ancora oggi è oscurato da un tabù sociale. Non se ne parla mai abbastanza.

Gli scatti fotografici realizzati da t.club hanno dato alle donne coinvolte - e trasmesso agli spettatori - forza, grinta, coraggio.

Anche se si è subita una “mutilazione” del corpo, si è belle lo stesso, ancora una volta

Partecipando a questo progetto le donne si sono sentite sollevate da un peso, libere di esprimersi, di farsi guardare nuovamente, senza essere giudicate, senza paura, apprezzate per quello che sono, di nuovo, ancora: donne.

Gli scatti realizzati sono poi diventati una mostra; le donne che hanno partecipato, si sono divertite, rimpossessate della loro vita. La prima risposta alla domanda di partecipazione è stata un freddo “no” a cui poi è seguito un timido “sì, voglio farlo ma sappiate che mio marito sono 10 anni che non mi vede nuda”.

Ogni scatto ha raccontato un punto di vista estremamente soggettivo, un’esperienza, un sentito, un vissuto, con coraggio e anche qualche tratto di ironia.

I 12 scatti selezionati, rigorosamente in bianco e nero e frutto di un lavoro collegiale dei fotografi coinvolti, hanno tutti mostrato il seno scoperto e sono già andati in mostra a Novafeltria, Rimini ed è volontà del collettivo continuare a trasmettere l’importanza di questo progetto anche in altre città, come Roma e Bergamo, da cui hanno già ricevuto richieste di esposizione.

La lotta contro al tumore al seno è anche fotografica, la prevenzione è anche sensibilizzazione della popolazione generale.