Salute organizzativa: stare bene, lavorare meglio

Salute organizzativa: stare bene, lavorare meglio

Scritto il 07/03/2019
da Silvia Ancona

La salute organizzativa (o benessere organizzativo) riferita agli infermieri non è altro che il grado di benessere fisico e psicologico che uno di essi percepisce all’interno del proprio contesto lavorativo, in questo caso, all’interno del proprio reparto. Ma esiste una correlazione tra salute organizzativa riferita dagli infermieri e il livello di formazione specialistica da essi posseduta? Questa è la domanda che ha mosso lo studio di E. Ceciarini, F. Zaghini, A. Sili, pubblicato nel 2018 sulla rivista ufficiale “Scenario” dell’Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica (Aniarti).

Benessere organizzativo aumenta la qualità dell’assistenza

Come il malessere organizzativo incide sulla qualità dell'assistenza

In contesti ospedalieri particolari, in cui il livello di specializzazione è alto, il benessere dei professionisti sanitari tende spesso ad essere influenzato da come essi si trovano all’interno dell’ambiente organizzativo a cui appartengono.

Tale benessere organizzativo spesso è determinante per la qualità delle cure erogate, per questo motivo, è doveroso migliorarlo e incentivarlo così da ottenere una più efficace assistenza infermieristica all’interno delle aziende sanitarie e sul territorio.

L’Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica ha pubblicato sulla sua rivista n°4 del 2018 “Scenario, il nursing della sopravvivenza”, uno studio mirato ad esaminare la salute organizzativa relativa agli infermieri di Area Critica, evidenziando i principali punti che influiscono maggiormente il benessere organizzativo.

Tale analisi è stata condotta da tre infermieri esperti del settore (E. Ceciarini, F. Zaghini, A. Sili) attraverso la somministrazione di un Questionario Infermieristico sullaSalute Organizzativa (QISO) nel periodo compreso tra settembre e dicembre 2017.

I risultati del QISO sulla salute organizzativa

Il QISO è stato distribuito ad un campione di 107 infermieri tutti appartenenti ai reparti dell’Area Critica (Pronto Soccorso, Emergenza Territoriale, Terapia Intensiva, Cardiologia, ecc) al fine di rilevare informazioni sulla crescita e lo sviluppo professionale, sui modelli organizzativi dell’assistenza erogata e sull’adozione di strumenti operativi innovativi, tutto questo ponendo al centro sempre il benessere organizzativo degli infermieri e la cura del cittadino.

Come detto precedentemente, la soddisfazione lavorativa del personale infermieristico è un fenomeno che merita di essere studiato ed analizzato. Ciò è stato reso possibile grazie ai risultati ottenuti dalla somministrazione del QISO.

Esso è riuscito non solo ad individuare la percezione che gli infermieri di Area Critica hanno del proprio contesto lavorativo, ma anche a sottolineare quanto la loro soddisfazione personale dipenda dallo stesso.