Anemia, deficit di emoglobina circolante

Anemia, deficit di emoglobina circolante

Scritto il 07/03/2019
da Redazione

L’anemia è una condizione patologica in cui si verifica una riduzione della quantità di emoglobina circolante. L’emoglobina (simbolo Hb) è una proteina globulare che è contenuta all’interno degli eritrociti; essa permette il trasporto di ossigeno, per cui un deficit di questa proteina globulare riduce la capacità di ossigenare i diversi distretti corporei.

Segni e sintomi di anemia

L’anemia è riferibile a differenti condizioni patologiche molto diverse fra loro; si rileva tramite valori riscontrati nelle analisi del sangue, per la quale è sufficiente eseguire un emocromo che conta la parte corpuscolata del sangue.

Il paziente affetto da anemia presenta sintomi che possono essere più o meno marcati; si può manifestare con senso di debolezza, difficoltà nella concentrazione, malessere diffuso, cefalea, crampi agli arti inferiori, caratteristico colorito pallido della cute e delle mucose, dispnea.

In alcuni casi si può verificare anche un lieve calo ponderale, splenomegalia con dolore. Nei casi più gravi possiamo avere anche una compromissione del sistema cardiaco dettata dalla necessità del corpo di compensare la mancanza di capacità di trasporto dell’ossigeno; il paziente può quindi avvertire dolore al petto, tachicardia e ipotensione.

La gravità della sintomatologia è correlata non tanto al grado di anemia in termini assoluti, ma in base alla velocità con cui si instaura l’anemia, per cui il tempo in cui l’organismo riesce a compensarla.

Classificazione delle anemie

Un’anemia può essere associata a differenti problemi relativi all’emoglobina: deficit di produzione, deficit da degradazione, da difetto genetico, deficit metabolico, di ferro, da emorragie, secondario a patologie croniche.

CarenzaDenominazioneDescrizione
Deficit di produzioneAnemia aplastica (ereditaria o acquisita)Il midollo osseo non è in grado di produrre le

cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine)
Deficit da degradazioneAnemie emolitiche (intrinseche o estrinseche)Il midollo osseo non da sufficiente risposta ad un

eccessivo grado di emolisi (processo in cui i globuli rossi

vanno incontro a distruzione)
Deficit da difetto geneticoPiù comuni:

- anemia falciforme

- anemia megaloblastica

- talassemie

- sferocitosi

- favismo
Presenza di difetti genetici dell’emoglobina

a livello del DNA
Deficit metabolicoAnemia perniciosaL’organismo non è in grado di assorbire vit. B-12, la quale è

necessaria per la produzione di globuli rossi sani
Deficit di ferroAnemia sideropenicaL’organismo presenta un deficit di ferro, il quale è un elemento

essenziale per la costituzione dell’emoglobina (contenuta nei globuli rossi)
Deficit da emorragieAnemia da emorragiaVi è una ingente perdita di sangue a causa di emorragie che

possono essere di differente natura (es. traumatica, digestiva)
Deficit secondario a patologie cronicheAnemie da flogosi/ da disordine cronicoSi riscontra in malattie croniche quali:

- artriti

- infezioni

- disordini tumorali

Inoltre le anemie possono essere classificate anche in base al valore di Volume Corpuscolare Medio (MCV):

DenominazioneValore MCV (fL)
Anemie MicrociticheMCV < 80
Anemie NormociticheMCV 80-100
Anemie MacrociticheMCV > 100

Come si trattano le anemie

Il trattamento delle anemie dipende dalla causa che ha scatenato la patologia. Le strategie di trattamento possono essere distinte in quattro gruppi:

  1. Correzione del deficit tramite terapia farmacologica con assunzione di farmaci per via orale, iniezioni sottocutanee/iniezioni intramuscolari oppure per via endovenosa (Ferro in compresse/fiale; integratori di ferro e vitamina b-12)
  2. Correzione del deficit tramite dieta includendo consumo di: verdure (ad esempio: carote, pomodori, broccoli, patate), legumi, carne rossa, molluschi, agrumi e frutta secca
  3. Correzione del deficit tramite emotrasfusione con la somministrazione in ambiente ospedaliero di emazie concentrate secondo protocolli aziendali (procedura che prevede il monitoraggio del paziente, il prelievo di campioni ematici e l’invio al reparto di medicina trasfusionale che tramite vari e scrupolosi controlli identifica il gruppo sanguigno del paziente e fornisce emazie concentrate compatibili, la somministrazione secondo attento riconoscimento del paziente e controllo ulteriore delle sacche di emazie da parte di medico e infermiere e la registrazione in apposito “diario trasfusionale” dei parametri vitali del paziente – procedura che varia a seconda dell’azienda ospedaliera). A seconda del grado di severità dell’anemia sarà il medico a valutare quante sacche di emazie dovrà ricevere il paziente. In caso di emergenza con paziente gravemente anemico (emorragia massiva) può essere somministrato immediatamente sangue disponibile nei reparti di Emergenza-Urgenza di gruppo “0 Rh Negativo” che è compatibile con tutti i tipi di gruppi sanguigni (0 NEG: Donatore Universale)
  4. Correzione del deficit tramite intervento chirurgico/endoscopico nel caso l’emorragia sia causata da una perdita di cui si è scoperta la natura e quindi si possa intervenire per risolverne la causa (ad esempio: emorragia digestiva, varici esofagee).

Articolo a cura di Sara Pieri, Infermiera