Mangiacavalli scrive a Grillo: Evitare infermieri fantasma

Scritto il 31/10/2018
da Redazione

La Fnopi scrive al ministro Grillo per evitare il fenomeno degli infermieri fantasma, riorganizzare un’assistenza che premi aziende e professionisti e rispetti e soddisfi i bisogni di salute dei pazienti e per sollecitare il tavolo permanente di lavoro che lo stesso ministro aveva prospettato per la professione infermieristica.

Fnopi scrive al Ministro Grillo: Serve stabilizzazione infermieri

Barbara Mangiacavalli scrive al ministro della salute Giulia Grillo sugli infermieri fantasma

Oltre 12mila infermieri a tempo determinato e almeno 4-5000 con contratti internali. Competenze e specializzazioni non riconosciute in tutte le Regioni e, anzi, spesso un demansionamento per far fronte a carenze di personale anche non laureato che la stessa giurisprudenza condanna.

Totale discrezionalità nei percorsi in cui vengono inseriti i professionisti e nessuna possibilità di investire e valorizzare gli stessi professionisti in un corto circuito che penalizza l’assistenza infermieristica e i cittadini che ne debbono usufruire.

Gli “infermieri fantasma” ci sono - scrive la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli - e tra tutte le situazioni descritte sfiorano le centomila unità. Così come i medici dichiarati nelle ultime settimane dal ministro della Salute Giulia Grillo.

Ed essere “fantasma”, qualunque sia la ragione, genera insoddisfazione e stress, fino anche al burnout: studi internazionali hanno dimostrato che circa 98mila pazienti muoiono ogni anno in ospedale nel mondo a causa di errori prevenibili. La maggior parte di questi errori sono conseguenza di processi o condizioni difettose del sistema e tra queste rientra l’eccessivo – e male organizzato - carico di lavoro degli operatori.

C’è poi un’altra situazione che penalizza la categoria infermieristica. Gli infermieri, soprattutto quelli più giovani che escono da percorsi universitari moderni, sono ormai tutti specializzati, ma l’uso che se ne fa nelle aziende non tiene conto in alcun modo di queste specializzazioni.

Accade così che un medico, la cui specialità è riconosciuta e tutelata, non possa affidare i suoi pazienti nel momento dell’assistenza a infermieri esperti dei percorsi più adatti ai bisogni di quel paziente specifico.

Se non accade addirittura che gli infermieri - colpevole la carenza di personale legata al blocco del turnover - siano demansionati e vengano affidate loro funzioni proprie di altre figure professionali anche non laureate, senza nulla riconoscere dei loro percorsi di studio.

Le soluzioni? Per la Fnopi stanno nella reale stabilizzazione dei precari, ma anche degli interinali che costano al Servizio sanitario almeno il 18% in più dei dipendenti perché ai costi del personale si devono aggiungere i guadagni delle agenzie di somministrazione e sono utilizzati perché il loro peso economico non grava sulla spesa per il personale, ma su quella per beni e servizi. Un escamotage che consente di non superare a priori quell’odioso limite per il personale fissato da più manovre di bilancio della spesa 2004 meno lo 0,4 per cento.

Per questo Mangicavalli ha inteso sollecitare quel tavolo permanente di lavoro che lo stesso ministro Grillo aveva prospettato per la professione infermieristica per sciogliere i nodi che attualmente legano l’assistenza e per trovare soluzioni efficaci e condivise anche con le altre categorie professionali.