Bassa EtCO2 preospedaliera predice shock emorragico in PS

Bassa EtCO2 preospedaliera predice shock emorragico in PS

Scritto il 12/09/2021
da Giacomo Sebastiano Canova

Oltre a riflettere lo scambio di gas all’interno dei polmoni, l’anidride carbonica di fine espirazione (EtCO2) riflette anche la gittata cardiaca basata sull’erogazione di CO2 al parenchima polmonare. Per questo motivo alcuni ricercatori hanno dimostrato come bassi valori di EtCO2 preospedaliera sarebbero predittivi di shock emorragico nei pazienti traumatizzati intubati.

EtCO2 predittore sensibile sia di shock emorragico che di morte

L’anidride carbonica di fine espirazione (EtCO2) è una misura sia della ventilazione che della perfusione e può fungere da surrogato non invasivo per la misurazione della gittata cardiaca. Attualmente l’EtCO2 è comunemente utilizzata nei servizi di emergenza per valutare il posizionamento del tubo endotracheale e monitorare la qualità delle compressioni toraciche durante la rianimazione cardiopolmonare.

Tuttavia, questo dato può avere anche un valore prognostico maggiore, in particolare nei pazienti affetti da shock emorragico. In questo ambito, la letteratura che valuta l’associazione tra EtCO2 preospedaliera - specificamente misurata tramite un sensore in linea sul tubo endotracheale - e shock emorragico è limitata. Precedenti studi condotti in ambito ospedaliero, ovvero nel dipartimento di emergenza, hanno dimostrato la presenza di un’associazione tra una bassa EtCO2 e shock emorragico, sia tramite cannula nasale che tubo endotracheale.

Inoltre, un recente studio ha scoperto che una EtCO2 preospedaliera inferiore era associata alla necessità di una massiccia trasfusione e mortalità. In una coorte di pazienti che sono stati intubati in ambiente preospedaliero dopo una lesione traumatica, alcuni ricercatori hanno cercato di determinare se una bassa EtCO2 preospedaliera potesse predire la presenza di shock emorragico all’arrivo in Pronto soccorso.

L’obiettivo era dunque quello di determinare un livello di EtCO2 preospedaliera che predica in modo affidabile la presenza di shock emorragico e in tal senso è stato ipotizzato che una soglia di EtCO2 preospedaliera inferiore a 25 mm Hg avrebbe predetto la presenza di shock emorragico all’arrivo in pronto soccorso.

Alla luce di ciò è stato condotto uno studio di coorte retrospettivo e osservazionale che valutava i pazienti traumatizzati intubati e ventilati dai paramedici dei vigili del fuoco di Seattle in ambito preospedaliero come parte delle loro cure rianimatorie dal 1°gennaio 2016 al 31 dicembre 2019. Lo studio ha escluso a priori i pazienti che avevano meno di 18 anni, colore che non erano intubati con un tubo endotracheale, non disponevano di dati continui sulla forma d’onda EtCO2 o che non potevano essere abbinati al registro dei traumi ospedalieri in base ai dati demografici disponibili.

L’outcome primario dello studio era lo shock emorragico, definito come trasfusione di almeno un’unità di qualsiasi componente del sangue nel pronto soccorso insieme a una pressione sanguigna sistolica iniziale inferiore o uguale a 90 mm Hg o un indice di shock iniziale maggiore di 0,9. Dei 510 pazienti con lesioni significative che hanno ricevuto una gestione avanzata delle vie aeree durante il periodo di studio, 307 erano eleggibili per l’inclusione nello studio.

Di questi, l’82% era di sesso maschile, il 34% aveva un meccanismo di lesione penetrante, il 42% era in shock emorragico all’arrivo in pronto soccorso e il 27% era deceduto in ospedale. I pazienti in shock emorragico avevano una mortalità più elevata (48% vs. 12%), avevano maggiori probabilità di avere un Injury Severity Score > 15 (82% vs. 58%), avevano valori di lattato iniziale più alto (7,4 vs. 3,8) e un maggiore tasso di lesioni penetranti (45% vs 25%).

I pazienti in shock emorragico avevano valori di mediana minima di EtCO2 significativamente più bassi rispetto a quelli non in shock emorragico (26,5; IQR, 11,3-32,0) rispetto a 32,5 (IQR, 28,5–37,0; p < 0,0001) e questo modello era coerente quando stratificato per meccanismo di lesione, gravità della lesione, trauma cranico e mortalità.

Degli 87 pazienti con un’EtCO2 preospedaliera minima mediana di 25 mm Hg, il 69% era in shock emorragico all’arrivo al pronto soccorso e dei 56 pazienti con EtCO2 ≤ 20 mm Hg, l’82% era in shock emorragico. L’analisi di regressione logistica ha rivelato che i pazienti con EtCO2 preospedaliera < 25 mm Hg avevano 3,0 volte (odds ratio aggiustato = 3,0; IC 95%, 1,1-7,9) più probabilità di essere in shock emorragico all’arrivo in pronto soccorso rispetto ai pazienti con EtCO2 ≥ 25 mmHg.

Inoltre, dalle analisi condotte l’EtCO2 è risultata essere un predittore sufficientemente sensibile sia di shock emorragico che di morte all’arrivo al dipartimento di emergenza.