Infermieri introvabili in Lombardia, la Regione corre ai ripari

Scritto il 09/06/2026
da Redazione

La carenza di infermieri continua a preoccupare la Lombardia. Nonostante il sistema sanitario regionale resti uno dei più grandi d'Italia, le difficoltà nel reclutare e trattenere professionisti sono sempre più evidenti, soprattutto nei territori di confine e nei servizi più critici come i Pronto soccorso. Il tema è stato al centro di una seduta straordinaria del Consiglio regionale, convocata per affrontare una situazione che, secondo i dati discussi in aula, vede il Servizio sanitario lombardo confrontarsi con una progressiva perdita di personale e una professione sempre meno attrattiva per le nuove generazioni.

A Sondrio quasi 300 infermieri in meno in sette anni

Il fenomeno interessa tutta la regione, ma in alcune aree appare particolarmente evidente. In provincia di Sondrio, ad esempio, gli iscritti all'Ordine delle Professioni Infermieristiche sono passati dai quasi 1.900 di sette anni fa agli attuali 1.600 circa.

Un dato che riflette una difficoltà crescente nel reperire professionisti e che si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una carenza stimata di circa 175mila infermieri rispetto agli standard europei.

Stipendi bassi e pochi candidati ai corsi di laurea

Tra le principali cause della crisi vengono indicati stipendi considerati poco competitivi, carichi di lavoro elevati, difficoltà nella conciliazione tra vita privata e professionale e limitate opportunità di crescita.

Nel servizio pubblico le retribuzioni degli infermieri si attestano mediamente tra i 1.700 e i 1.800 euro mensili, livelli che continuano ad alimentare il fenomeno della migrazione verso la Svizzera, dove gli stipendi possono essere significativamente più elevati.

A preoccupare è anche il calo di interesse verso la professione. Sempre più corsi di laurea in Infermieristica registrano posti vacanti. Alla Statale di Milano, ad esempio, a fronte di 815 posti disponibili si sono candidati soltanto 567 studenti.

Arriva il Piano Lombardia Infermieri 2026-2028

Per affrontare l'emergenza, il Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno che impegna la Giunta a sviluppare il Piano Lombardia Infermieri 2026-2028.

Tra le misure previste figurano:

  • borse di studio per gli studenti di Infermieristica
  • monitoraggio trimestrale dei posti vacanti nei reparti più critici
  • incentivi economici per trattenere i professionisti nel servizio sanitario
  • programmi di welfare abitativo
  • rafforzamento delle attività di reclutamento

Particolare attenzione viene dedicata alle aree di confine, dove la concorrenza del mercato del lavoro svizzero continua a rappresentare una delle principali cause della fuga di infermieri dal sistema sanitario pubblico.

Alloggi a canone agevolato per attrarre professionisti

Tra le novità più interessanti compare il progetto di welfare abitativo sviluppato in collaborazione con Aler.

L'obiettivo è mettere a disposizione alloggi a canone sostenibile per infermieri e professionisti sanitari che decidono di lavorare nelle strutture lombarde, riducendo il peso dei costi abitativi che in molte aree della regione rappresentano un ulteriore ostacolo al reclutamento.

Prosegue anche il reclutamento dall'estero

Accanto alle misure dedicate ai professionisti italiani, la Regione continua a investire sul reclutamento internazionale.

L'assessore al Welfare Guido Bertolaso ha ricordato l'accordo avviato con l'Uzbekistan, da cui dovrebbero arrivare circa 150 infermieri dopo un percorso di formazione linguistica e professionale.

Una strategia che punta a tamponare le carenze più immediate ma che, secondo molti osservatori del settore, non può sostituire politiche strutturali di valorizzazione della professione infermieristica.