Sanità e infermieri: cosa ci lascia il 2025 e cosa ci aspetta nel nuovo anno
Scritto il 31/12/2025
da Redazione
Il 2025 si chiude come un anno di passaggio per la sanità italiana e per la professione infermieristica. Un anno segnato da criticità strutturali ormai evidenti, ma anche da dati più chiari, decisioni politiche non più rinviabili e una maggiore consapevolezza del ruolo centrale degli infermieri nella tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.
Un sistema sotto pressione
Chiusura anno 2025
Nel corso del 2025, i principali report istituzionali hanno restituito una fotografia chiara: il Servizio sanitario nazionale è chiamato a far fronte a bisogni assistenziali in costante crescita con risorse professionali che non sempre risultano adeguate. Secondo i dati dell’OCSE, l’Italia continua a collocarsi al di sotto della media dei Paesi avanzati per numero di infermieri per 1.000 abitanti.
Una criticità strutturale confermata anche dalle rilevazioni ISTAT, che si inserisce in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e da una crescente complessità dei percorsi di cura. Ne deriva un sistema che continua a reggere grazie all’impegno quotidiano dei professionisti sanitari, ma che mostra segnali di affaticamento sempre più evidenti, soprattutto sul piano organizzativo e della sostenibilità nel medio-lungo periodo.
Personale infermieristico
Nel 2025, il tema della carenza infermieristica è rimasto al centro del dibattito sanitario. Le aziende sanitarie hanno intensificato il ricorso a concorsi pubblici e procedure di stabilizzazione, ampliando le opportunità di accesso al Servizio sanitario nazionale, seppur in modo disomogeneo sul territorio.
Parallelamente, si è consolidato il reclutamento di professionisti formati all’estero come risposta emergenziale alla mancanza di personale. In assenza di dati ufficiali aggiornati e omogenei, non è possibile fornire una quantificazione puntuale del fenomeno; tuttavia, la crescita della componente internazionale negli organici è una tendenza documentata e riconosciuta negli ultimi anni.
Sempre più evidente, inoltre, è che la carenza infermieristica non riguarda esclusivamente il numero di professionisti disponibili. Pesano in modo significativo anche la distribuzione territoriale del personale, le condizioni di lavoro e la difficoltà nel rendere la professione attrattiva e sostenibile nel tempo, soprattutto nei contesti più complessi e ad alta intensità assistenziale.
Contratti e tutele
Il 2025 ha visto la firma del CCNL del comparto sanità 2022–2024, con il riconoscimento di incrementi retributivi e alcune misure di tutela per il personale del SSN. Un passaggio importante, che ha segnato la chiusura di una lunga fase di attesa, ma che non esaurisce il tema della valorizzazione professionale e del confronto con gli standard europei.
Sul piano normativo, il Decreto Milleproroghe ha confermato la proroga dello scudo penale e di alcune deroghe organizzative, misure pensate per sostenere i professionisti in una fase ancora emergenziale. Il carattere temporaneo di questi strumenti, tuttavia, evidenzia la necessità di soluzioni strutturali.
Resta aperta la questione dei contratti nella sanità privata e nelle RSA, ancora fermi in molte realtà, nonostante l’aumento della complessità assistenziale e della domanda di cura.
Risorse economiche e sostenibilità
Nel corso del 2025, la programmazione economica nazionale ha previsto un incremento delle risorse destinate alla sanità pubblica, con stanziamenti aggiuntivi rivolti al personale, al rafforzamento dell’assistenza territoriale e alla riduzione delle liste d’attesa. Un segnale politico rilevante, che tuttavia apre una sfida decisiva: trasformare l’aumento delle risorse in scelte organizzative efficaci, assunzioni stabili e interventi capaci di incidere concretamente sulle condizioni di lavoro degli operatori e sulla qualità dell’assistenza erogata. La sostenibilità del sistema, infatti, non dipende solo dall’entità dei finanziamenti, ma dalla capacità di tradurre le risorse disponibili in modelli assistenziali funzionanti, continuità di cura e reale supporto ai professionisti sanitari.
Professione infermieristica
Il 2025 ha segnato un passaggio di maggiore maturità nel dibattito sulla professione infermieristica. Temi come il ruolo clinico e organizzativo dell’infermiere, la formazione avanzata, le competenze specialistiche e il contributo alla sostenibilità del sistema sanitario hanno trovato uno spazio più strutturato nel confronto istituzionale e accademico.
Non si tratta ancora di una trasformazione compiuta, ma di un cambio di prospettiva rilevante. È sempre più evidente che senza infermieri adeguatamente formati, tutelati e messi nelle condizioni di esercitare pienamente le proprie competenze, nessuna riforma sanitaria può risultare efficace o duratura nel tempo.
Uno sguardo al 2026
Che il 2026 non chieda agli infermieri di resistere ancora, ma permetta loro di lavorare meglio, con strumenti adeguati, tempi sostenibili e un’organizzazione all’altezza della complessità assistenziale. Che il valore dell’assistenza venga riconosciuto non solo nelle emergenze, ma nelle scelte strutturali e quotidiane di governo della sanità, là dove si decidono risorse, modelli organizzativi e condizioni di lavoro.
E che il nuovo anno sia quello in cui alle analisi seguano decisioni coerenti, durature e misurabili. Ma l’augurio più importante è anche interno alla professione: che gli infermieri possano continuare a sentirsi soddisfatti del proprio lavoro, consapevoli del valore aggiunto che rappresentano ogni giorno per i pazienti e per il sistema.
Che non smettano di crescere, di formarsi, di elevarsi professionalmente e culturalmente. E che ricordino, anche nei momenti più complessi, che la professione infermieristica non è morta: evolve, cambia, si rafforza. E il suo futuro dipende anche dalla capacità di chi la esercita di crederci, tutelarla e farla avanzare. Buon anno a tutte le infermiere e a tutti gli infermieri. A chi resta, a chi cambia strada, a chi ogni giorno garantisce cura, competenza e continuità a un sistema che senza di loro non esisterebbe.