Paziente in ECMO, gestione tra competenze ed esiti: il ruolo dell'infermiere
Scritto il 17/07/2025
da Carmela Martella, Silvio Quirini
L’ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) rappresenta oggi una delle più avanzate tecnologie salvavita impiegate in ambito intensivo, in grado di fornire supporto temporaneo a funzioni respiratorie e cardiocircolatorie gravemente compromesse. La crescente diffusione di questa metodica, accompagnata da innovazioni tecniche e cliniche, ha reso imprescindibile il contributo dell’infermiere all’interno dell’ECMO team. Questo approfondimento illustra come le competenze infermieristiche, sempre più specialistiche e multidimensionali, incidano direttamente sugli esiti clinici, sulla sicurezza e sulla qualità dell’assistenza erogata a pazienti in condizioni critiche.
Il supporto ECMO: indicazioni cliniche e contesto assistenziale
L’evoluzione del ruolo infermieristico in ambito intensivo, soprattutto nei centri ECMO, pone l’accento sulla necessità di professionisti altamente specializzati.
Nonostante i progressi nei trattamenti intensivi, molti pazienti in condizioni critiche non rispondono alle terapie convenzionali, andando incontro a insufficienza multiorgano e mortalità elevata.
Questi dati hanno spinto la ricerca verso strategie più invasive come l’ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO), introdotta inizialmente in ambito pediatrico e successivamente anche negli adulti.
A seconda dell’indicazione clinica, variano sia gli accessi vascolari utilizzati sia la configurazione del circuito di circolazione extracorporea. La sigla che precede l’acronimo ECMO (ad esempio VV o VA) identifica la tipologia di supporto in uso.
L’ECMO consente, infatti, di fornire supporto extracorporeo alla funzione respiratoria (VV ECMO- Ecmo veno-venoso) o cardiocircolatoria (VA ECMO- Ecmo veno-arterioso), permettendo agli organi compromessi di “riposare” e recuperare mentre si trattano le cause alla base del quadro clinico (Burrell et al., 2023).
Il supporto extracorporeo può essere mantenuto per brevi, medi o lunghi periodi, in base all’evoluzione del quadro clinico, fino alla risoluzione del processo patologico, al recupero di una funzionalità d’organo sufficiente per procedere allo svezzamento e al ritorno a terapie mediche e farmacologiche convenzionali, oppure in attesa di un intervento di sostituzione d’organo.
Come già sottolineato, la gestione di questi pazienti è altamente complessa e richiede un team multidisciplinare esperto. In questo contesto, l’infermiere riveste un ruolo centrale, non solo nell’assistenza diretta, ma anche nella componente tecnica e relazionale.
L’articolo analizza come le competenze infermieristiche influiscano sugli esiti del trattamento ECMO, proponendo una riflessione sul valore clinico e operativo di questa figura.
L’ECMO team e il ruolo specialistico dell’infermiere
La complessità tecnologica e assistenziale di questa tipologia di supporto richiede l’intervento di un team multidisciplinare altamente specializzato, il cosiddetto ECMO team, la cui composizione e organizzazione possono variare in base alla struttura sanitaria e al volume dei pazienti trattati. Secondo le linee guida pubblicate dalla Extracorporeal Life Support Organization (ELSO), i membri principali del team ECMO includono:
Professionista
Ruolo
Cardiochirurgo
Responsabile del posizionamento delle cannule nei siti vascolari adeguati e della gestione in caso di complicanze chirurgiche.
Anestesista rianimatore
Supervisiona la stabilizzazione emodinamica e respiratoria del paziente, coordina la gestione intensiva durante tutto il trattamento ECMO e interviene nelle situazioni critiche con competenze avanzate di terapia intensiva e supporto vitale.
Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
Esperto in circolazione extracorporea, tradizionalmente gestisce il circuito ECMO, monitorando i parametri tecnici e intervenendo in caso di malfunzionamenti.
Pneumologo / Cardiologo
Partecipa alla valutazione clinica del paziente, guidando le strategie terapeutiche respiratorie e/o cardiache durante la fase di supporto.
Fisioterapista
Si occupa della mobilizzazione precoce del paziente, dell’ottimizzazione della ventilazione meccanica e, ove possibile, della riabilitazione respiratoria.
Infermiere
Monitora costantemente il paziente e il circuito, gestisce l’anticoagulazione, collabora alla ventilazione meccanica, previene infezioni e lesioni da pressione, partecipa alla mobilizzazione precoce e interviene prontamente nelle emergenze. Coordina le attività assistenziali garantendo continuità, sicurezza e tempestività nell’intervento.
A partire da queste figure professionali, emerge con particolare rilievo il contributo dell’infermiere, la cui preparazione avanzata è determinante nella gestione quotidiana del paziente in ECMO. Il suo ruolo si estende oltre l’assistenza diretta, includendo capacità di valutazione clinica, prontezza decisionale e competenze trasversali fondamentali per l’integrazione operativa nel team.
In particolare, la complessità delle situazioni ECMO impone all’infermiere una preparazione altamente specialistica che deve essere costantemente aggiornata attraverso percorsi formativi strutturati.
Le ELSO Guidelines sottolineano l’importanza di una formazione continua, certificata e validata attraverso simulazioni e affiancamento clinico. L’infermiere è infatti chiamato a svolgere attività ad alta complessità, che richiedono prontezza decisionale, autonomia operativa e aggiornamento costante.
Per rispondere efficacemente a queste esigenze, la formazione deve basarsi su:
Percorsi certificati validati da enti riconosciuti (es. ELSO)
Training in simulazione avanzata, con l’utilizzo di:
Realtà aumentata (AR) per ambienti immersivi e interattivi
Mega-scenari ad alta fedeltà per esercitare situazioni critiche complesse
Simulazioni interdisciplinari per affinare il lavoro in team
Questi strumenti non solo migliorano le competenze tecniche e cliniche, ma promuovono il pensiero critico, la capacità di problem-solving e la gestione dello stress in situazioni ad alta intensità.
Le competenze dell’infermiere nella gestione dei pazienti in ECMO
Alla luce della crescente diffusione della tecnologia ECMO nei contesti di area critica, il ruolo dell’infermiere si configura oggi come cardine operativo e clinico nella gestione di questi pazienti critici.
La complessità tecnica e assistenziale della circolazione extracorporea impone la presenza di professionisti altamente specializzati, capaci non solo di monitorare e intervenire sul circuito ECMO, ma anche di contribuire attivamente al miglioramento degli esiti clinici attraverso un'assistenza continua, competente e integrata.
L’infermiere incarna pertanto una figura ponte tra la tecnologia e la cura, con un campo d’azione che abbraccia valutazioni cliniche complesse, sorveglianza avanzata del circuito e prevenzione delle complicanze. Dette attività richiedono un elevato grado di autonomia, responsabilità e capacità decisionale, aspetti che riflettono l’evoluzione delle competenze del professionista infermiere.
Sul piano operativo, la presenza costante dell’infermiere rappresenta un elemento di garanzia per la sicurezza del paziente, permettendo un’identificazione precoce delle complicanze e una risposta tempestiva alle emergenze cliniche. Inoltre, l’infermiere è una figura centrale anche nella comunicazione e coordinazione del team multidisciplinare, contribuendo alla continuità e all’umanizzazione dell’assistenza.
In conclusione, il valore dell’infermiere nella gestione del paziente in ECMO non è solo tecnico, ma intrinsecamente clinico e organizzativo. Riconoscere e sostenere la sua formazione avanzata, investendo in percorsi certificati e simulazioni pratiche, rappresenta un imperativo per garantire standard elevati di sicurezza e qualità delle cure.